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La scuola serve a vivere meglio, non a produrre di più
(Nando Cianci)

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vivere-senza-supermercato-132114Storia felice si una ex consumatrice inconsapevole, diElena Tioli, Terra Nuova, Firenze, pp. 144, € 11,50.

Il libro: Code, imballaggi, prodotti inutili e dannosi per la salute e per l’ambiente, filiera lunga, inquinamento e sfruttamento, bisogni indotti da pubblicità, lunghe attese per trovare parcheggio, per scegliere, per pagare: questo è il supermercato. E chi pensa che rinunciarvi sia difficile, inutile o addirittura impossibile, dovrà ricredersi. Vivere senza supermercato non solo è possibile ma è addirittura facile e piacevole: parola di chi lo ha fatto.


Entrare in relazione con i produttori, scoprire la provenienza e l’origine delle merci, informarsi sulle conseguenze, personali e globali, di ciò che si acquista e si consuma: vivere senza supermercato significa tutto questo e molto altro ancora. Significa fare una spesa ecologica, consapevole e responsabile, dando un nuovo valore ai propri gesti e un peso diverso ai propri soldi. Significa cambiare stile di vita e modo di pensare.

Vivere senza supermercato significa guadagnarci: in soldi, salute, relazioni e tempo. Una scelta alla portata di tutti. E che indica forse una prima, individuale, strada per sfuggire alla profezia ammonitrice di Zygmunt Bauman, opportunamente ripresa dall’autrice nel suo libro: Consumiamo ogni giorno senza pensare, senza accorgerci che il consumo sta consumando noi e la sostanza del nostro desiderio. È una guerra silenziosa e la stiamo perdendo».

L’ìncipit: Non ce la farai mai. Non durerai più di una settimana. Avrai la casa sporca, i panni sporchi. Manderai il tuo compagno a fare la spesa. Morirai di fame. Il tuo compagno ti lascerà.
Sono solo alcune delle accuse che mi sono sentita dire quando, a gennaio 2015, ho comunicato la mia intenzione dinon entrare al supermercato per l'intero anno.
Sono passati due anni e sono ancora qui, con il mio compagno, la pancia piena, la casa e i panni puliti e una nuova - felice - consapevolezza: si può fare. Si può fare a 33 anni, con un lavoro full time, a Roma, senza macchina.                                     Ovvio, non sto dicendo che questa scelta vada bene per chiunque e che i supermercati debbano chiudere dall'oggi al domani. Sto dicendo, però, che con le nostre piccole scelte quotidiane si decide il mondo in cui vogliamo vivere. Sto dicendo che solo mettendo in discussione le nostre abitudini e i nostri pregiudizi si può davvero provare a fare qualcosa: per noi stessi, per il nostro pianeta e per le future generazioni.

La realtà è molto più semplice di come ce la dipingonoe la mia esperienza ne è la prova. Due anni fa l'idea di non entrare mai più in un supermercato sembrava folle.
Ora mi sembrerebbe folle vivere in maniera 
diversa.                                           Del resto passare da uno stile di vita da perfetta consumatrice a uno sostenibile e consapevole è stato facile e, udite udite, addirittura divertente: le soluzioni sono davvero alla portata di tutti e i risultati sono incredibili sia dal punto di vista economico che da quello ecologico, ma soprattutto per la qualità della vita.               E ve lo dice una che del supermercato aveva fatto una seconda casa.

L'autrice: Elena Tioli, classe 1982, trapiantata a Roma da Sermide (Mn) e freelance per scelta, si occupa di ufficio stampa e lavora come collaboratore parlamentare alla Camera dei Deputati occupandosi di ambiente e alimentazione. È animatrice del blog www.vivicomemangi.it. Dall'inizio del 2015 non entra in un supermercato.

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