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il-professor-z-e-linfinitoTommaso Castellani,
Il professor Z e l’infinito, Dedalo, Bari, pp.144, € 15,00

Ancora una volta Dedalo propone un libro a metà tra letteratura e scienza, anzi un racconto che le tiene insieme, in modo gradevole e semplice. Tanto che il libro, senz’altro istruttivo, può costituire una piacevole lettura tanto per i ragazzi che per gli adulti.
Il professor Z e l’infinito viene definito un giallo matematico. Ed infatti la storia si sviluppa attorno alla scomparsa di un ragazzo, che molti temono sia vittima di un rapimento. Due ragazzi, Giulio e Ivano, forti della loro passione per la matematica, si mettono in azione per svelare il giallo.
Non sveleremo qui, naturalmente, la soluzione del mistero, ma va rimarcato come l’autore e l’editore non temono, a ragione, di suscitare noia o appesantimento nella lettura, inserendo nella narrazione tabelle, numeri periodici, problemi geometrici. Cosa di cui va dato atto ad un editore che, da tempo, fa della fusione tra narrazione e trattazione scientifica uno dei perni della sua attività offrendoci letture non banali. Anche perché, accanto agli aspetti di divulgazione scientifica, vi sono quelli legati ai problemi dell’adolescenza, alla relazione adulti-giovani, alla società nel suo complesso.
Cosa  che avviene anche in questo libro, leggendo il quale «i più giovani potranno immedesimarsi nel protagonista,: ma il Giulio narrante è ormai adulto, e quella particolare stagione della sua adolescenza è raccontata in modo da suscitare, anche nei lettori più maturi, domande e riflessioni sulle difficili dinamiche di gruppo degli adolescenti»

L’incipit: Quando ha dodici anni, la notizia che il quadrato costruito sull’ipotenusa è equivalente alla somma dei quadrati costruiti sui cateti non piò essere l’informazione decisiva a cui stai aspirando.
   Insomma, la mattina hai ancora litigato con papà, poi hai anche litigato con Marco il tuo compagno di banco e subito dopo con la professoressa di lettere. Da tutti questi litigi, ti è rimasta solo un’enorme frustrazione, ma non sai perché. Sembra che gli altri si comportino in tutti i modi possibili per farti perdere la pazienza, mai nessuno che faccia quello che ti aspetti. Tu programmi tutta la giornata e poi…zac!, arriva qualcuno a rovinare i tuoi piani.
   Me lo ricordo bene, quell’anno: passavo le giornate a cercare di sbrogliare quell’insolubile gomitolo di sentimenti e sensazioni. Non c’erta niente di chiaro. Per esempio, cos’era questo sesso di cui i ragazzi appena un po’ più grandi non facevano altro che parlare? Sì, d’accordo, sapevi tutto, ero un ragazzino
tanto sveglio, dicevano -intelligente ma può fare di più, dicevano anche-, ma certe cose un conto è saperle perché le hai lette, perché te le hanno spiegate, un conto è sentirle. La ragione per cui il sesso fosse al centro dell’attenzione di certi ragazzi a quel tempo mi era del tutto impossibile capirla. E, intanto, se provavo a fare domande, ecco che tutti mi prendevano in giro.

L’autore: Tommaso Castellani, dopo un dottorato in fisica teorica alla Sapienza Università di Roma, si è dedicato alla didattica e alla comunicazione della scienza. È stato per tre anni ricercatore presso il Consiglio Nazionale delle Ricerche, ora è insegnante a tempo pieno. È autore di due libri di divulgazione scientifica e scrive di scienza regolarmente sulla rivista Sapere, di cui è anche editor.

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