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La scuola serve a vivere meglio, non a produrre di più
(Nando Cianci)

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Scuolaslow è una piazza nella quale incontrarsi, discutere, raccontare le riflessioni, le esperienze, le pratiche intrecciate con l'idea di una scuola slow, vale a dire sottratta...

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SONO PURI I LORO SOGNIMatteo Bussola, Sono puri i loro sogni, Einaudi, Torino, pp. 114, € 13,00

Il libro:Matteo Bussola ha tre figlie, le accompagna a scuola, le segue nei compiti, parla con gli altri genitori e partecipa pure alle chat di classe su WhatsApp. Insomma, sulla scuola ha un osservatorio privilegiato. E quindi può testimoniare che, davanti a un brutto voto, spesso i genitori si sentono messi in discussione, e per tutta risposta negano l'autorità degli insegnanti. Cosí decide di scrivere a sé stesso, e agli altri genitori, per provare a riflettere sui sensi di colpa e le paure che si nascondono dietro la mancanza di fiducia nella scuola. Un libro di storie - le sue, ma anche quelle delle madri e dei padri che frequenta, di sua mamma ex insegnante, degli amici docenti - che parla del nostro tempo, e dei nostri figli. Di come spesso, senza accorgercene, ci sovrapponiamo a loro per evitare che inciampino. Ma non c'è crescita senza crisi, e solo facendoci da parte, pur pronti a raccoglierli se cadono, possiamo aiutarli a diventare adulti.

Dal primo giorno di scuola, in cui mamme, papà, nonni e fratelli accompagnano in massa i bambini fino in classe scattando foto a raffica, neanche fossero a un concerto degli Stones, alle raccomandazioni per la mensa, ché la stagionatura del Parmigiano, si sa, dev'essere almeno 38 mesi; dai pidocchi, che ogni anno proliferano sulle teste degli alunni generando ansie e sospetti, al kit di sopravvivenza per la gita, che prevede praticamente tutto tranne un gps satellitare. Matteo Bussola fa un ritratto divertito e serissimo della scuola di oggi, confrontandola con quella di quand'era piccolo lui. E si domanda perché abbiamo smesso di considerarla un luogo in cui imparare il rispetto per noi stessi e per gli altri. Con il tono caldo e intimo che è ormai la sua inconfondibile cifra, lo sguardo attento a ogni storia che incontra, parte dalla sua esperienza per scrivere una lettera a tutti noi, arrivando al cuore della nostra paura. Quella di «lasciar andare i nostri figli nel mondo, permettere che compiano i loro passi senza di noi».

Nel libro "Sono puri i loro sogni" (Einaudi) Matteo Bussola, scrittore e fumettista, padre di tre figlie, riflette sulla crescente ingerenza nella vita scolastica da parte dei genitori: professori bullizzati, alunni difesi a prescindere da mamma e papà, una contrapposizione scuola famiglia che non fa il bene dei ragazzi e rallenta la crescita della loro autonomia. (Famiglia Cristiana)

 

Una lettera di vita vissuta e di vita quotidiana, senza desidero di farsi oracolo ma con la semplicità linguistica e di stile di chi ha le idee decisamente chiare e vuole comunicare arrivando dritto al suo interlocutore. Dove sta la soluzione? Bussola non può dirlo, ma sicuramente la sua lettera - accorata, moderata nei toni, ma anche decisa nel tratteggiare il problema - può aiutarci a gettare le basi per un nuovo ponte di fiducia, senza pregiudizi che, anziché salvaguardare i propri figli, paralizzano le possibilità di lavorare ed educare come si deve. (www.critica letteraria.org)

 

  L’incipit: Era l'autunno del 1976, settembre era agli sgoccioli, il bambino alto mi disse:
   - Sai che abito vicino a casa tua?
   Ci trovavamo agli armadietti della scuola materna, entrambi stavamo cercando di appendere le nostre giacche di una taglia in più sull’attaccapanni arancione. Le braccia mi tremavano, percorse da brividi di puro terrore.
   - Come fai a saperlo?
   - Ti ho visto nel tuo cortile. Io sono Mirco.
   Si presentò dritto, senza indugi, allungandomi una mano che mi pareva troppo grande per essere quella di un coetaneo.
   - Io sono Matteo.
   La mia mano scomparve nella sua.
  Mirco mi superava di una testa, io ero piccolo e gracile, lui sembrava la mia custodia.
   Vinta la ritrosia iniziale, divenne il mio primissimo amico. Lo è ancora oggi.
   Fino ad allora, non avevo mai sentito il bisogno di averne uno, ero un bambino solitario e introverso. Mia mamma, ogni volta che ricorda la mia infanzia, mi dice: «Tu bastavi da solo».
   Avevo il disegno, i fumetti da sfogliare, un giardino con l’erba sempre alta in cui correre e un albero sul quale arrampicarmi, cos’avrei potuto volere di più? Al netto dei familiari, la mia realtà cominciava e finiva con me. Almeno fino a quel giorno del terzo anno di materna, che in verità fu il primo, visto che i precedenti due li avevo passati a casa con la nonna.
   Quell’unico anno fu per me la scoperta di un mondo nuovo.
   D’un tratto c’erano «gli altri».

L’autore: Matteo Bussola (Verona, 1971) nella sua vita passata era architetto. A trentacinque anni ha deciso di cambiare tutto. Oggi fa il papà di Virginia, Ginevra e Melania. Per lavoro disegna fumetti, e quando è in debito d'ossigeno scrive. Notti in bianco, baci a colazione, il suo primo libro (Einaudi Stile Libero 2016), ha avuto una grande accoglienza ed è stato tradotto in molti Paesi. Sempre per Einaudi Stile Libero, ha pubblicato Sono puri i loro sogni (2017). Tiene una rubrica settimanale su «Robinson», l'inserto culturale de «la Repubblica», dal titolo Storie alla finestra.

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