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STORIE100 vite di donne straordinarie, Mondadori, Milano, pp. 211, € 19,00

Il libro
: È una pubblicazione che ha riscosso grande successo di pubblico e, nel contempo, ha suscitato molte discussioni. Discussioni comprensibili, per diversi fattori. A cominciare dal fatto che scrivere per bambini (in questo caso “solo” per bambine, il che ha causato al libro l’accusa di “sessismo” involontario) va fatalmente a confrontarsi con la tradizione delle fiabe classiche e riapre il dibattito sul loro valore, sugli stereotipi con i quali gli adulti guarderebbero a i bambini, ecc. Di qui, forse, lo scontro tra chi elogia il carattere innovativo di libri come questo e chi li taccia di banalizzazione dei contenuti, di stile non adatto ai bambini e di assenza di criteri morali (mentre le favole, come è noto, hanno sempre una loro “morale”). Come nel caso della “biografia” della signora Thatcher, che secondo alcuni viene presentata come “ammirevole”, secondo altri in modo asettico, «nonostante abbia fatto delle scelte che hanno messo in ginocchio il suo paese».
   Dall’altra parte c’è un giudizio di fatto positivo del pubblico, che è corso ad acquistarlo in quantità tale da farne un caso editoriale.

Il che ha spinto i detrattori a tacciare questo successo come dovuto meramente ad “una grandiosa operazione di marketing” susseguita al finanziamento tramite crowdfunding (orribile anglicismo che sta per raccolta di fondi) sulla rete. Una critica che non è giusta rivolgere ad un solo libro, ma che richiederebbe un’analisi approfondita di come si costruiscono i successi non solo nel campo dell’editoria, ma anche in quelli dello spettacolo, della politica e di tanti altri. Alle autrici del libro si può, semmai, forse far osservare, riguardo all’espetto commerciale, che appare fastidiosa l’enfasi che mettono, nella prefazione, sulla notevole entità del denaro raccolto.
   Quanto al resto, forse la polemica è viziata da un equivoco. Le letture classiche per bambini, le fiabe, sono qualcosa di diverso rispetto a scritti contemporanei come questo, perché sono nati in altri contesti, con finalità e linguaggi diversi, raccogliendo anche storie e leggende della tradizione popolare. E collocandosi fuori dal tempo e dallo spazio. Qui si tratta di altro. Vale a dire di letture immerse nella storia, che hanno per protagoniste persone realmente vissute o viventi. In presenza delle quali, comunque, le autrici non rinunciano a trarre qualche considerazione “morale” e “politica”. A cominciare dal voler ribaltare una situazione in cui le donne, quali che fossero «l’importanza delle loro scoperte, l’audacia delle loro avventure, la portata del loro genio, sono state costantemente sminuite, dimenticate, in alcuni casi quasi cancellate dalla storia». Da ciò le autrici traggono l’importanza del fatto «che le bambine capiscano gli ostacoli che le aspettano lungo il cammino», ma anche «che sappiano che questi ostacoli non sono insormontabili». È in base a questo criterio, dunque, e non in base alla condivisione dei loro pensieri e delle loro azioni, che sono state scelte le 100 donne la cui biografia, insieme a belle illustrazioni a loro relative, occupa il libro. 
    Donne ribelli, come lascia intendere il titolo. Ma non nel senso che hanno operato epiche battaglie contro il mondo costituito. Piuttosto nel senso di diverse, che hanno scelto un’altra strada in luogo dell’esistenza “normale” basato sul tran tran dominato da un’idea del ruolo subordinato della donna nella società, che è stato a lungo senso comune e, in parte, lo è ancora. Con tutte le difficoltà e le lotte che una tale scelta comporta.
   Storie raccontate in forma di favola breve e, come detto, con semplicità. Semplicità che è certamente un pregio ma che rischia anche di avere un doppio taglio. Quello che vedrebbero le storie, secondo alcuni,  collocate in una sorta di limbo tra infanzia e adolescenza, perché sono comunque inserite in contesti (storici e geografici, ma anche sociali e politici) che i bambini non hanno strumenti per cogliere. Mentre per un adolescente le storie dovrebbero essere un po’ più nutrite.
   Obiezione alla quale si può rispondere con la considerazione che, se il titolo rimanda ad una lettura destinata alle bambine, in realtà si tratta di un libro che può prestarsi alla lettura di diverse generazioni, e diverse fasce culturali, di lettori. Alla cui libertà, ovviamente, spetta la scelta. Così come all’obiezione sull’aver trattato troppo benignamente personaggi come la Thatcher si può ribattere che il libro non intende compiere scelte di campo, se non quella di stare dalla parte delle donne, ma presenta la diversità di caratteri, opinioni, idee e azioni che caratterizzano l’esistenza umana, nel bene e nel male.
   Diversità che trovano una base comune nella capacità di affrontare la vita e le sue difficoltà, fino ad uscirne trionfatrici in diversi campi, da parte delle 100 protagoniste del libro.  Che è quello che le autrici sembrano voler affermare.

 

Presentazione dell’editore: C'era una volta... una principessa? Macché! C'era una volta una bambina che voleva andare su Marte. Ce n'era un'altra che diventò la più forte tennista al mondo e un'altra ancora che scoprì la metamorfosi delle farfalle. Da Serena Williams a Malala Yousafzai, da Rita Levi Montalcini a Frida Kahlo, da Margherita Hack a Michelle Obama, sono 100 le donne raccontate in queste pagine e ritratte da 60 illustratrici provenienti da tutto il mondo. Scienziate, pittrici, astronaute, sollevatrici di pesi, musiciste, giudici, chef... esempi di coraggio, determinazione e generosità per chiunque voglia realizzare i propri sogni. Età di lettura: da 8 anni.

Storie della Buonanotte per bambine ribelli di Elena Favilli e Francesca Cavallo è il libro più finanziato nella storia del crowdfunding: grazie a Kickstarter ha raccolto oltre un milione di dollari da 70 nazioni diverse in soli 28 giorni, per un totale di un milione e 300 mila dollari dal lancio della campagna in aprile 2016 fino a ottobre dello stesso anno.

Il progetto ha ricevuto un largo apprezzamento da parte della stampa internazionale e italiana, soprattutto in quanto strumento di sensibilizzazione nei confronti della questione di genere ed esempio di eccellenza italiana all’estero.


L’incipit
: Ci sono molte ragioni per cui questo libro sarà sempre speciale per noi. Alcune sono evidenti: la somma da record che abbiamo raccolto tramite il crowdfunding (più di un milione di dollari! Storie della buonanotte per bambine ribelli è il libro inedito più finanziato nella storia del crowdfunding), il numero stupefacente di sostenitori di oltre settanta Paesi, e il privilegio di lavorare con decine di artiste di incredibile talento provenienti da ogni parte del mondo.
    Altre ragioni, tuttavia, sono meno ovvie: i messaggi di future mamme e futuri papà per dirci che questo è il primo libro che hanno comprato per le loro figlie. L’amica di un’amica che ci ha detto che questa campagna le ha dato la spinta necessaria per avviare un progetto a lei molto caro, ma che aveva sempre tenuto nel cassetto per paura di fallire. L’email di una mamma entusiasta di avere un libro che la aiutasse a condividere la sua visione del mondo con i suoi tre figli maschi, non solo come madre, ma come donna. Soprattutto la profonda fiducia che i nostri sostenitori hanno riposto in noi.
    Tutta questa fiducia non è qualcosa che le donne sperimentano molto spesso. E noi non la diamo per scontata. Come potremmo? La maggior parte delle donne straordinarie che compaiono in questo libro non ha mai ricevuto niente del genere.

 

Le autrici: Elena Favilli è giornalista professionista e imprenditrice

                  Francesca Cavallo è scrittrice e regista teatrale
    

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