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La scuola serve a vivere meglio, non a produrre di più
(Nando Cianci)
Cos'è Scuolaslow
Scuolaslow è una piazza nella quale incontrarsi, discutere, raccontare le riflessioni, le esperienze, le pratiche intrecciate con l'idea di una scuola slow, vale a dire sottratta...
di Piergiorgio Donatelli, Einaudi, Torino, 2020, pp. 288, € 23,00.
Questo libro offre una presentazione dell’etica concepita come ricerca teorica e tradizione filosofica. L’etica non ha mai goduto prima d’ora dell’attenzione e del rispetto che le sono riconosciuti nella conversazione globale. È costituita da un lessico e da argomentazioni specifiche, che sono l’esito dello sviluppo della cultura moderna e democratica e della lunga vicenda filosofica. La ricerca sperimentale ha offerto inoltre studi nuovi e fertili che integrano il sapere filosofico e la storia della cultura. Il volume si apre con l’esame della condizione attuale e della morale, all’apogeo della sua reputazione e stretta tuttavia tra moralismo e pulsioni autoritarie. Tratta quindi in dettaglio le nozioni principali, i modelli di critica filosofica, le teorie morali normative. Espone alcuni importanti risultati della ricerca sperimentale in psicologia e discute gli studi sulle origini evoluzionistiche della morale. I capitoli conclusivi mettono a fuoco le questioni della vita, che sono al centro della bioetica e dell’etica animale e ambientale, e affrontano i nuovi problemi sollevati dalle tecnologie digitali e dall’intelligenza artificiale. La ricerca etica è un campo pluralistico e compatto, in cui l’argomentazione razionale e l’osservazione empirica sono alleate delle discipline umanistiche e della storia della cultura nell’analisi dei problemi, nella proposta di diagnosi critiche e nella delineazione di soluzioni normative.
L’incipit: La morale si trova oggi in ina condizione singolare. Non ha mai goduto prima d’ora dell’attenzione e del rispetto che sono riconosciuti nelle nazioni democratiche e nella conversazione globale. Per trovare una situazione simile dobbiamo tornare forse alla Grecia, quando la filosofia all’epoca di Socrate si guadagnava il titolo di poter giudicare il bene e il male indipendentemente dalla religione e dalla politica. Sono moltissime le situazioni che chiamano in causa una discussione specificamente morale. Il discorso sui diritti umani è diventato comune e non riguarda solo il rispetto dei diritti giuridici ma è espresso come la richiesta morale su come dovremmo trattarci in quanto esseri umani in moltissimi campi, nel soccorso e nell’accoglienza dei migranti, nello sfruttamento del lavoro, nella difesa dell’uguaglianza tra i generi, nell’attenzione a portare alla luce discriminazioni contro le persone di colore, gli ebrei, i gay e le altre minoranze sessuali. Analogamente, l’intera riflessione bioetica dai temi classici dell’aborto e dell’eutanasia a quelli dell’ambiente e delle tecnologie digitali è svolta usando il linguaggio e le argomentazioni della morale. La morale attraversa le scelte quotidiane nell’alimentazione e nei consumi e più in generale nell’assunzione di stili di vita improntati a una sensibilità per gli animali, la natura e le generazioni future. Il fatto stesso che la democrazia sia considerata la forma di governo preferibile, al di là delle interpretazioni che sono date a questa forma di governo, non riguarda solamente le scelte istituzionali e politiche ma chiama in causa l’adesione a un preciso insieme di impegni e valori morali che mettono al centro l’individuo e i suoi spazi di libertà e di sviluppo, i legami solidaristici e la giustizia sociale, l’importanza della scienza e della discussione intellettuale, la difesa di una società aperta dove a prevalere sono la curiosità per la diversità e la sperimentazione di differenti modelli di vita.
Nei che secoli abbiamo alle spalle altri linguaggi e forme di pensiero hanno esercitato un influsso paragonabile e sopra tuti quelli della religione e della politica. Ci siamo definitivamente accomiatati dal Novecento europeo, un commiato dal temperamento culturale dello scorso secolo e dalla centralità che l’Europa vi aveva rivestito. Nel secolo scorso la morale ha avuto un ruolo secondario e a dominare è stata la politica, nelle versioni dittatoriali della prima metà del secolo, il fascismo e il nazismo, insieme al comunismo sovietico che si è esteso fino agli anni Novanta, e nelle versioni democratiche della seconda metà del secolo. Nel secondo dopoguerra la conversazione pubblica è stata in larga parte plasmata dalle culture politiche dei partiti dominanti nelle nazioni democratiche.
L’autore: Piergiorgio Donatelli è professore ordinario di Filosofia morale presso l'Università La Sapienza di Roma. Ha scritto sulla teoria e la storia dell'etica e si è occupato di questioni di filosofia contemporanea nella tradizione analitica. È autore di numerosi volumi, tra i quali Wittgenstein e l'etica (Laterza 1998), La filosofia morale (Laterza 2001), Introduzione a Mill (Laterza 2007), La vita umana in prima persona (Laterza 2012), Manières d'être humain. Une autre philosophie morale (Vrin, 2015), Il lato ordinario della vita (il Mulino 2018). Per Einaudi ha pubblicato: Etica. I classici, le teorie e le linee evolutive (2015) e La filosofia e la vita etica (2020). È direttore della rivista «Iride» (il Mulino).
Cosa ci insegnano i dati, di David Spiegelhalter, Einaudi, Torino, 2020.
Nei secoli la statistica ha svolto un ruolo di primo piano nella comprensione scientifica del mondo, e quotidianamente ognuno di noi sperimenta in quali innumerevoli modi le affermazioni statistiche determinano la nostra vita o vengono abilmente sfruttate da parte dei media e dei centri di potere. Nell’era in cui i big data si affermano come disciplina fondamentale del mondo dell’economia, della finanza e in tutti gli aspetti della vita politica e sociale, essere consapevoli delle basi della statistica è più importante che mai. Con questo libro, semplice e autorevole insieme, David Spiegelhalter guida il lettore attraverso i principi essenziali di un universo fondamentale quanto sconosciuto. Partendo da casi particolari della vita di tutti i giorni per introdurre ai concetti generali, Spegelhalter ci mostra quanto la statistica possa contribuire per esempio a catturare un serial killer prima che colpisca ancora o a individuar il passeggero più fortunato del Titanic o a capire quanto uno screeening medico sia veramente necessario. E poi, quanti alberi ci sono sul pianeta? Davvero gli ospedali con più pazienti hanno tassi di sopravvivenza più alti?
L’incipit: Harold Shipman è stato condannato per il maggior numero di omicidi della Gran Bretagna, benché non corrispondesse allo stereotipo del serial killer. Tra il 1975 e il 1998 questo mite medico di famiglia della periferia di Manchester praticò ad almeno 215 pazienti anziani un’iniezione con una forte overdose di oppiacei. Fece infine l’errore di falsificare il testamento di una delle vittime, inserendo un lascito di denari a proprio favore: la figlia della paziente era avvocata, insorsero sospetti, poi un’ispezione del suo computer rivelò cartelle cliniche modificate a posteriori, per aggravare lo stato di salute delle vittime. Shipman, noto fan delle nuove tecnologie fin dai primordi, non si era però reso conto che a ogni modifica era associato un orario (fra l’altro, questo è un buon esempio di dati che permettono rivelazioni inaspettate). Furono riesumati 15 pazienti che non avevano subito la cremazione: l’autopsia constatò livelli letali di diamorfina, la forma dell’eroina per uso medico. Nel 1999 Shipman fu processato con l’accusa di 15 omicidi, ma scelse di non difendersi e in tribunale non disse mai nulla. Fu condannato all’ergastolo; si avviò poi un’inchiesta per appurare se avesse commesso altri crimini, e se lo si sarebbe potuto smascherare prima. Fui uno degli statistici chiamati a testimoniare; l’inchiesta identificò 215 vittime certe di Shipman, e altre 45 vittime possibili.
Questo libro si concentra sull’uso della statistica per rispondere al tipo di interrogativi che insorgono quando vogliamo capire il mondo […] La statistica può chiarire e far comprendere i problemi che affrontiamo, ma tutti sanno che se ne può fare un cattivo uso, spesso per sostenere che un certo punto di vista o semplicemente per attirare l’attenzione. Saper valutare l’affidabilità delle affermazioni statistiche sembra essenziale nel mondo moderno, e spero che grazie a questo libro vi sentirete in diritto di mettere in discussione i numeri incontrati nella vita quotidiana.
L’autore: Sir David John Spiegelhalter dirige il Winton Center for Risk and Evidence Communication nell Statistical Laboratory della University of Cambridge. È uno dei più citati ed influenti ricercatori del suo campo, ed è stato eletto Presidente della Rpyal Statistical Society per il 2017.18.
di Gianfranco Mormino, Raffaello Cortina, Milano, 2020, pp. 274, € 24,00.
Il volume descrive come i massimi filosofi dell’Occidente abbiano affrontato il problema di rendere più vivibile il mondo, elaborando teorie sulla condizione dei singoli individui e sull’organizzazione della vita sociale e fornendo indicazioni su come metterle in pratica. Con rare eccezioni, sono partiti da un acuto disagio per lo stato delle cose, analizzandone i punti deboli e indicando possibili rimedi. Muovendo dall’idea che la filosofia sia un’attività di problem-solving, e precisamente uno strumento volto a migliorare la vita attraverso la riflessione e l’argomentazione, l’autore presenta la storia della morale dall’antica Grecia a oggi, individuando i mali contro i quali i filosofi hanno combattuto e gli obiettivi che hanno proposto come desiderabili. La filosofia pratica si definisce tale sia perché si occupa dell’azione (praxis) sia perché mira a un cambiamento dell’esistenza concreta; poiché dunque in essa convivono una dimensione teorica (come si può cambiare qualcosa se non lo si conosce?) e una dimensione “militante”, il volume si rivolge non solo a chi vuole sapere ma anche a chi vuole occuparsi di sé e degli altri.
Adriana è come un vento, irrompe sempre nella vita di sua sorella con la forza di una rivelazione. Sono state bambine riottose e complici, figlie di nessuna madre. Ora sono donne cariche di slanci e di sbagli, di delusioni e possibilità, con un'eredità di parole non dette e attenzioni intermittenti. Vivono due grandi amori, sacri e un po' storti, irreparabili come sono a volte gli amori incontrati da giovani. Ma per chi non conosce la lingua dell'affetto è molto difficile aprire il cuore. Con la sapienza e la naturalezza dei grandi scrittori, Donatella Di Pietrantonio ci regala in queste pagine un'emozione calda e sussurrata, che rimarrà con noi a lungo.
È il momento più buio della notte, quello che precede l’alba, quando Adriana tempesta alla porta con un neonato tra le braccia. Non si vedevano da un po’, e sua sorella nemmeno sapeva che lei aspettasse un figlio. Ma da chi sta scappando? È davvero in pericolo?Adriana porta sempre uno scompiglio vitale, impudente, ma soprattutto una spinta risoluta a guardare in faccia la verità. Anche quella più scomoda, o troppo amara. Così tutt’a un tratto le stanze si riempiono di voci, di dubbi, di domande.
Quale sviluppo per l’Italia, di Patrizio Bianchi, il Mulino, Bologna, 2020, pp. 184, € 13,00.
È tempo di investire in educazione, non solo per superare l’emergenza Covid, ma per guardare oltre, per ritrovare quel cammino di sviluppo che sembra essersi perduto nei lunghi anni in cui hanno prevalso individualismo e populismo e che deve fondarsi sui valori definiti nella nostra Costituzione. Il nuovo secolo della connessione continua ha bisogno di cittadini portatori, oltre che di contenuti, di creatività, lavoro di squadra, capacità di astrazione e di sperimentazione, senso di orientamento per poter navigare in mari aperti. La scuola deve rispondere a queste esigenze e muoversi, insieme al Paese, nel senso di marcia di uno sviluppo inclusivo e sostenibile.





