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RACCONTI PARIGINIa cura di Corrado Augias, Einaudi, Torino, pp. 282, € 19,50.

 

Il libro: Gli ampi boulevard, le luci infinite, gli spettacoli più arditi, le avanguardie più innovatrici, e poi la disinvoltura dei costumi, la ricchezza e il disordine della vita artistica, lo stile dispensato in ogni minimo dettaglio... Nessuno scrittore dell'Otto e Novecento ha saputo resistere al richiamo di Parigi, e tutti hanno lasciato traccia del loro incantamento in racconti e romanzi entrati di forza nell'immaginario globale, al punto che oggi è impossibile visitarla per la prima volta senza avere l'impressione di conoscerla da sempre. Corrado Augias, parigino di adozione e fine conoscitore della storia anche artistica della città, ha raccolto venti fra i racconti più belli su Parigi: da Balzac a Zola, da Gertrude Stein a Vila-Matas, da Irène Némirovsky a Benjamin, una carrellata di storie, visioni e descrizioni che ne celebrano la grandezza e ne illuminano i misteri nascosti. Perché la città delle luci non è priva di ombre, dai grandi romanzi popolari tessuti su storie sinistre ai gialli affidati all'intuito del commissario Maigret. Parigi è città di pietra e di fantasia. Quello che si compone è un mosaico di voci e immagini, ma è anche una sorprendente guida di viaggio. Non c'è rue o arrondissement che non abbia generato un suo riflesso letterario, e attraverso le pagine dei grandi scrittori si può meglio comprendere la vera natura di Parigi, luogo dell'immaginazione prima ancora che reale, «di tutte le città del mondo, la più vistosa e la più invisibile».

 

Il risvolto:  Hemingway senza un soldo fra bistrot e librerie, Proust a Versailles per la festa del secolo, Buzzati alle prese con la sua personale Torre Eiffel, Perec in Saint-Sulpice per un nuovo esperimento... Globale come New York, misteriosa come Londra, antica (quasi) come Roma, vivace come Istanbul, Parigi è una città che ne contiene mille.

È nota universalmente come ville lumière, ma forse sarebbe più giusto dire ville littéraire, perché nessun luogo è stato amato, vissuto e decantato dagli scrittori più di Parigi. Attraverso le loro storie e le loro parole, Corrado Augias ci guida in un viaggio di scoperta per la città più raccontata del mondo. Perché Parigi è una festa mobile, che «non avrà mai fine».

  

L'incipit: Due citazioni aiutano a descrivere le intenzioni e lo spirito con i quali questa antologia è stata composta, le ampie possibilità descrittive del suo oggetto: Parigi. La prima è di René de Chateaubriand e viene dalle sue giustamente celebri Memorie d’oltretomba. Dice: «Nessuno come me si è creato una società reale evocando delle ombre; al punto che la vita dei miei ricordi assorbe il sentimento della mia vita reale». Bellissime parole, alludono a quel gioco di continui rimandi tra realtà e fantasie di cui è tessuta la vita di ognuno, anche se poi ognuno distribuisce peso e

dosi dell’una o delle altre secondo occasioni o possibilità.

La seconda, di Victor Hugo, credo d’averla presa, molti anni fa, da I miserabili o forse da Notre-Dame de Paris; comunque la riporto in francese cosí come allora la trascrissi: «Paris est la ville natale de son esprit. Par suite des démolitions et des reconstructions, le Paris de sa jeunesse, ce Paris qu’il a religieusement emporté dans sa mémoire, est à cette heure un Paris d’autrefois. Qu’on lui permette de parler de ce Paris-là comme s’il existait encore». Demolizioni e ricostruzioni fatte negli anni hanno reso irriconoscibile la città che lo scrittore aveva conosciuto nella sua giovinezza. Nonostante ciò egli chiede di poterne parlare come se quella Parigi perduta fosse ancora là, ovvero come riesce ancora a vederla chiudendo gli occhi e immaginando.

Basta soffermarsi un attimo su ciò che tiene insieme queste due riflessioni per rendersi conto che entrambe rimandano a quella che è la forza vera della poesia e della letteratura, a cominciare dalle favole udite da bambini fino alle prove più impegnative. Che cos’è infatti un racconto, quale che sia il suo livello? Una vicenda capace di coinvolgerci trasportando la nostra mente, ma si può dire gran parte di noi stessi, in una diversa condizione, qualcosa di molto vicino a quello status immateriale, ma non per questo meno presente, che da un po’ di tempo chiamiamo realtà virtuale.

Non a caso le due brevi frasi arrivano da quel gran secolo che è stato il XIX. Fantasie e sogni si è cominciato a evocarli fin dai tempi dei Greci, anzi ancora prima; della potenza dei sogni parlano i poeti romani, nel De rerum natura Lucrezio ne descrive addirittura le conseguenze fisiche, trascinanti e ammonitrici. Ma è con il trionfo del Romanticismo, con le ombre fatte emergere da questo mondo o misteriosamente evocate dall’altro, con la doppiezza dei sentimenti e delle identità che la fantasia afferma pienamente il suo diritto di uscire dalla letteratura e invadere la vita.

Gli autori: Racconti tratti da opere di Honoré de Balzac, Eugène Sue, Pierre_Alexis Ponson di Terrail, Victor Hugo, Émile Zola, Guy de Maupassant, Marcel Proust, Guillaume Apollinaire, Walter Benjamin, Paul Valéry, Georges Simenon, Irène Némirovsky, Gertrude Stein, Jean Cocteau, Boris Vian, Ernest Hemingway, Dino Buzzati, Georges Perec, Roger Caillois, Enrique Vila-Matas.

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