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Il metodo e la via

di Carlo Sini
Mimesis, Milano-Udine, pp. 198, € 16,00

Oltre mezzo secolo di studi, ricerche, corsi universitari, pubblicazioni, conferenze: l’attività del filosofo Carlo Sini ha dato vita ad un produzione culturale vasta e profonda, che costituisce un patrimonio inestimabile per studiosi, studenti, uomini di cultura, lettori. Un patrimonio che si va adesso organizzando in un Archivio Carlo Sini , ove confluiscono libri, dispense, articoli, appunti, inediti, seminari, conferenze, documenti audio e video. Uno strumento prezioso che, oltre a farci trovare in un solo luogo un tesoro culturale, mostra come anche il web possa trovare usi intelligenti che promuovono sapere, riflessione, cultura (http://www.archiviocarlosini.it/). 
  La creazione dell’archivio si affianca ad un’altra iniziativa che rimette insieme

un lungo itinerario filosofico: la pubblicazione da Jaca Book delle Opere di Sini in un progetto che prevede una raccolta di undici tomi in sei volumi.
   A questo copioso patrimonio si è da poco aggiunto un nuovo libro, Il metodo e la via, pubblicato, nella collana Transiti, da Mimesis (Milano-Udine pp. 198, € 16,00).
  Il volume riprende il corso tenuto all’Università Statale di Milano sul tema Metodo e filosofia nel 1985-86, all’interno di un periodo nel quale il clima culturale italiano andava mutando con una nuova attenzione alla riflessione ermeneutica (sulla scorta di Heiddeger, Nietzsche, Foucault, Peirce) e nel quale, racconta lo stesso Sini «il mio modo di frequentare l’ermeneutica cominciava ad assumere quei tratti che sempre più lo avrebbero contrapposto al “pensiero debole”» e che lo avrebbero portato ad intraprendere la strada «di una completa revisione della pratica filosofica, che non confondesse l’esperienza del pensare con vaghe considerazioni sociologico-nichiliste e che, nel contempo, si facesse carico di una crisi dei fondamenti tradizionali ormai irreversibile». Ne nasce un itinerario «denso di teoria e poesia» attraverso il quale,  come recita la presentazione, «Sini spiega l’essenza di ogni riflessione. Il pensiero è carne e forma di se stesso. La distinzione tra il contenuto e il metodo della riflessione filosofica è artificiosa, oltre che dannosa». Un percorso che, prendendo le mosse da Parmenide e giungendo fino a Nietzsche, ci «fa toccare con mano le alte vette della teoresi, dove l’aria pungente diventa la materia stessa del pensiero. Un itinerario che ci restituisce a noi stessi, cresciuti e forti della capacità di pensare con mente indipendente».

L’incipit: Il problema del metodo in filosofia: così potrebbe essere tentato qualcuno di intendere il senso del nostro argomento, che invece suona “metodo e filosofia”. La cosa è assai diversa. Non è che qui noi avvieremo un’esposizione di come Descartes, oppure Husserl o altri ancora hanno affrontato il problema del metodo. Ciò che vogliamo fare è invece un tentativo di pensiero intorno alle due parole che compongono il titolo di queste lezioni: il metodo e la filosofia. Tentativo che si propone un taglio teoretico e che in molti casi lascia nello sfondo, o dà per acquisite, le più generali nozioni storiche e storiografiche. Metodo e filosofia: in questione sono queste due parole, cioè il loro concetto, prese naturalmente nella loro relazione, che è per noi, a tutta prima, assolutamente problematica.
      Perché problematica? Per condurre gradatamente al senso del problema (che in una ricerca teoretica è la prima cosa che bisogna fare) assumiamo allora il nostro argomento come se esso effettivamente volesse intendere ciò che invece abbiamo già dichiarato che
non vuole intendere. Cominciamo a lavorare insieme come se il titolo  volesse dire “il problema del metodo in filosofia”. Che cos’è, dunque, il problema del metodo in filosofia? Invece di rispondere direttamente (il che comporterebbe, così all’inizio, difficoltà insormontabili) svolgiamo al riguardo una prima osservazione: il problema del metodo è una costante della storia della filosofia. Che cosa ciò significhi non può esserci chiaro, ma è un fatto che dove c’è filosofia c’è problema del metodo. In altri termini: non c’è epoca della storia della filosofia che non si sia travagliata sul problema del metodo e non c’è grande filosofo che non ne abbia posto, in un modo o in un altro, la questione.
   Questa prima osservazione ne tira dietro un seconda, che è anche un approfondimento della precedente: non solo dove c’è filosofia c’è problema del metodo, ma per di più, tutti i mutamenti nella storia della filosofia sono accompagnati da un mutamento del metodo, e anche viceversa. Nella sua essenza, infatti, la storia della filosofia non è scandita da epoche cronologiche diverse, ma da differenti epoche metodologiche, da un differente atteggiarsi nei confronti del problema del metodo. La storia della filosofia cambia, non perché semplicemente e meccanicamente scorrono gli anni, ma perché cambia l’idea di quel sapere (e quindi di quel metodo) che è il sapere filosofico.

L’autore: Carlo Sini ha insegnato per oltre trent’anni Filosofia teoretica all’Università degli studi di Milano. Accademico dei Lincei, ha tenuto conferenze e seminari negli Stati Uniti, in Canada, in America latina e in vari paesi europei. Tra le sue ultime pubblicazioni: L’uomo, la macchina, l’automa (Bollati-Boringhieri,Torino 2009); Etica della scrittura (Mimesis, Milano 2009); Del viver bene (Jaca Book, Milano 2011); Il sapere dei segni (ivi, 2012); Incontri: vie dell’errore, vie della verità (ivi, 2013); Scrivere il silenzio: Wittgenstein e il problema del linguaggio (Castelvecchi, Roma 2013). L’Editoriale Jaca Book, come già detto, sta pubblicando le sue Opere a cura di Florinda Cambria: sono già apparsi Transito verità, 2012; Spinoza o l’archivio del sapere, 2013 e Il foglio-mondo, 2013.

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