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CRONACHE DI SCIENZA IMPROBABILEdi Pierre Barthélémy
Dedalo, Bari, pp. 144, € 14,00

Il libro: Ogni anno, dal 1991, nel prestigioso Sanders Theatre dell’Università di Harvard, si tiene una cerimonia di gala nel corso della quale vengono premiati dieci ricercatori segnalatisi per ricerche al confine tra la scienza e l’eccentricità. I prescelti salgono sul palco per ritirare il Premio Ig Nobel, conosciuto dai più con l’ingenerosa nomea di Premio Ignobel.
I risultati delle ricerche condotte dagli insigniti appaiono spesso, almeno a prima vista, come divagazioni stravaganti dall’alveo della serietà scientifica. Per esempio, c’è chi ha condotto esperimenti per appurare se, fra le tartarughe, lo sbadiglio è contagioso. E, all’uopo, ha addestrato per sei mesi una tartaruga a sbadigliare a comando per verificare se un altro esemplare della stessa specie, postogli di fronte, fosse indotto ad imitalo. Ricercatori buontemponi? Perdigiorno in cerca di notorietà strappata attraverso l’esplorazione dell’insolito? Così penseremmo d’acchito. Poi si scopre, però, che i risultati della ricerca sono stati pubblicati sulla rivista internazionale Current Zoology e che essa aveva lo scopo di verificare una delle ipotesi correntemente avanzate per spiegare la contagiosità dello sbadiglio umano. Un problema che forse non toglie il sonno a nessuno, ma che è, a sua volta, base per altre e più utili ricerche.
Quello delle tartarughe è uno degli esempi riportati in questo divertente libro di Pierre Barthélémy, titolare di una rubrica che guarda con umorismo alla scienza all’interno del supplemento Science del quotidiano francese Le Monde.
Lo pubblica -proseguendo in un ricco filone che guarda alla scienza sotto diverse angolazioni, fra le quali quelle dell’umorismo, della divulgazione, della editoria per ragazzi- Dedalo, che così presenta il volume: «Nascono più bambini a San Valentino? Si può giocare a calcio su Marte? Leggere in bagno fa bene alla salute? Esiste la sindrome di Maria Antonietta? A tutte queste domande tentano di dare risposta i ricercatori della scienza improbabile, a volte pagando in prima persona, come quello che voleva sapere cosa si prova ad essere impiccati. Molti di loro hanno vinto il celebre premio Ig Nobel, che consacra le ricerche più insolite della storia, benché condotte con assoluto rigore scientifico. Chi l’ha detto che la scienza debba trattare solo argomenti seri? Pierre Barthélémy racchiude in questo libro «cronache» di esperimenti scientifici che hanno la caratteristica di farci sorridere, divulgando nello stesso tempo reali progressi della scienza al grande pubblico. Con ritmo scanzonato, si affrontano i temi più disparati, come l’influenza del ciclo mestruale sui guadagni delle ballerine di lap dance o la relazione che esiste tra il successo professionale e il cognome che portiamo. Non c’è limite alla curiosità e alla fantasia. Le numerose illustrazioni e  i divertenti fumetti vi aiuteranno a chiarire dubbi che, forse, almeno una volta nella vita vi siete posti.»

L’incipit: Stai facendo colazione e ti è appena caduta a terra la fetta di pane; ovviamente la parte imburrata è piombata sul pavimento/sul tappeto persiano/sulla schiena del cane. Non prendertela. Dovresti sapere che le leggi dell’Universo sono contro di noi  e che la legge della fetta-di-pane-imburrato-che-cade-dal-lato-sbagliato ne è la prova più eclatante.Pensa che un ricercatore l’ha studiata davvero e l’ha davvero pubblicata in un articolo scientifico. Se non lo sapevi, questo libro è fatto per te: ti propone infatti un corso di recupero per una nuova disciplina: la scienza improbabile.
Ma, a proposito,cos’è la scienza improbabile? Ci sono due modi per definire questa materia particolarissima. Il primo, acido e a dir poco cattivo, vi butta dentro tutte le ricerche e gli esperimenti a prima vista grotteschi, che mai si sarebbero dovuti intraprendere né pubblicare. E che non bisogna assolutamente ripetere. Come se si trattasse di una perdita di tempo, di una caricatura della scienza la quale, ricordiamoci, deve rispondere solo a domande serie. No, no e poi no: i ricercatori non devono studiare nei club di strip-tease per determinare se le femmine della specie
Homo sapiens hanno un periodo di calore come gli altri animali; non devono cercare di capire come mai Dupont e Dupond, i poliziotti amici di Tintin, girano in tondo nel deserto; non possono sprecare energie per calcolare la temperatura del paradiso e dell’inferno. Assolutamente no, non possono e non devono farlo!
Ma si potrebbe anche pensare che valga la pena porsi le domande possibili, perfino quelle in apparenza più stupide, e che la scienza improbabile serva proprio a rispondere a tali quesiti. Se la fetta di pane cade più spesso sul lato imburrato una ragione c’è, ed è molto più profonda di quanto tu possa pensare… Da parte mia, preferisco questa seconda definizione e considero la scienza improbabile un modo divertente di approcciarsi al metodo scientifico.

L’autore: Pierre Barthélémy è un giornalista francese indipendente, animatore del blog Passeurs de sciences. Ha collaborato alla rivista scientifica Science et vie e attualmente è responsabile della rubrica di scienza umoristica nel supplemento Science del quotidiano Le Monde. Con questo libro ha vinto il premio Le goût des sciences del Ministero dell’Istruzione e della Cultura francese. 

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