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OLANDA IN BICILe più belle piste ciclabili tra città d’arte, canali e tulipani

di Francesca Cosi e Alessandra Repossi

Ediciclo Editore, Portogruaro,  pp. 132, € 15,00

E’ possibile attraversare un Paese, visitarne i luoghi naturali più affascinanti e le bellezze artistiche, gustarne i prodotti tipici, muovendosi esclusivamente con l’energia delle proprie gambe, vale a dire in bicicletta? E farlo senza trovarsi immersi in un continuo far west del traffico, con auto che ti sfrecciano accanto a pochi centimetri e ti sorpassano in curva, con automobilisti mossi dall’idea che la bici è un ostacolo al traffico di cui liberarsi immediatamente? Un po’ difficile da immaginare dalle nostre parti, questo turismo cicloamatoriale è invece realtà consolidata in Olanda, considerata da molti una sorta di paradiso dei ciclisti, dove il potere pubblico ha puntato con convinzione su questo mezzo di locomozione e dove l’uso della bici non è riservato alla stagione turistica, ma è presente nella vita quotidiana: una buona parte degli olandesi si muove con la bici  -sotto il sole, la pioggia, il vento o la neve- per andare a lavorare, per portare i figli a scuola, per fare la spesa, per la gita domenicale.

Per chi volesse farne una esperienza originale di viaggio e visitare il Paese muovendosi in bici, esce ora un prezioso volumetto, Olanda in bicicletta, scritto da Francesca Cosi e Alessandra Repossi. L’editore è Ediciclo, specialista nel campo del muoversi in bicicletta.

Un muoversi che, anche in quest’ultima pubblicazione, non rappresenta solo un salutare muoversi nella natura, che fa bene al corpo. Ma rappresenta anche una scelta culturale, la possibilità di entrare in contatto con il paesaggio e con i suoi abitanti, di respirarne la cultura, di visitare musei ed opere architettoniche, di assaporarne il cibo, di partecipare ad una responsabile esperienza collettiva. Di vivere nel concreto una lezione di educazione civica Come dicono gli autori: «La scelta della lentezza e di un mezzo inquinante è già di per sé indice di responsabilità e attenzione: il turista responsabile estende tale atteggiamento di rispetto anche alle persone e all’ambiente dei paesi che attraversa. Raccomandiamo comunque una particolare sensibilità nei confronti dei rifiuti prodotti durante il viaggio: è necessario smaltirli secondo le consuetudini vigenti nei paesi in cui ci si trova».

L’intendere l’andare in bici come una esperienza anche umana e culturale, non fa però di questo libro un trattato concettuale. Anzi, il volume è ricco di informazioni che possano consentire di vivere davvero la bella esperienza dell’attraversare l’Olanda in bici. Troviamo consigli utili sull’approntamento del mezzo meccanico, sull’attrezzatura necessaria per effettuare il viaggio, sull’abbigliamento consigliato, sulla preparazione fisica che anche ad un cicloturista occorre prima di intraprendere un viaggio che, pur snodandosi qusi esclusivamente in pianura, richiede comunque un impegno. E poi informazioni sugli alberghi, sul come noleggiare una bicicletta in loco, sulla segnaletica, di come coinvolgere tutta la famiglia, bambini compresi, nell’avventura.

E poi le parti più affascianti, che descrivono un  itinerario ad anello, lungo 285 km, articolato in sei tappe, ognuna delle quali compresa tra  i 42 e i 50 km:  Amsterdam-Utrecht, Utrecht-Gouda, Gouda-Delft, Delft-L’Aia, L‘Aia Amsterdam. Tappe nelle quali si incontra di tutto: dai paesaggi ai musei, dalle chiese agli altri luoghi ricchi di storia, come la casa di Anna Frank ad Amsterdam, dalle passeggiate sui canali ai mulini a vento, dagli ostelli ai ristoranti. Perfino gli indirizzi dei meccanici.

Ma dov’è il paradiso dei ciclisti. In fondo di bellezze architettoniche e paesaggistiche, di opere d’arte e di monumenti molti paesi sono più ricchi dell’Olanda (valga per tutti l’esempio dell’ Italia). Il paradiso consiste nel fatto che il ciclista dispone di piste che si estendono quasi come la rete stradale. Quasi delle vere e proprie autostrade per le bici. E quindi, pur muovendosi in una realtà non esente da problemi, è assai più rispettato e tutelato rispetto a pasi come il nostro (dove, va detto per inciso, molti ciclisti sono, nella circolazione,  altrettanto maleducati che gli automobilisti contro i quali inveiscono).

Sicché la lettura di questo libro può essere di indubbia utilità, oltre che per coloro che volessero intraprendere l’affascinante viaggio, anche per quanti in Olanda non andranno ma usano le bici tra le strade di casa nostra. (n. c.)

L’incipit: L’Olanda è il paradiso dei ciclisti, che in questo paese vengono trattati da re e regine; quando una delle migliaia di piste ciclabili del paese incrocia una strada carrozzabile, molto spesso sono le auto a doversi fermare per dare la precedenza alle bici, e non il contrario. Negli anni Cinquanta e Sessanta, in tutta Europa vi fu boom delle automobili ma, a partire dagli anni Sessanta, in Olanda, sotto la pressione di un’opinione pubblica scossa dal gran numero di incidenti stradali, si cercò di privilegiare la circolazione su due ruote. Di conseguenza, in parallelo alla rete stradale si è consolidata negli anni una fittissima rete di ciclovie che si sviluppa oggi per un totale di 40.000 km in tutto il paese, permettendo di attraversarlo su due ruote lungo piacevoli strade pianeggianti, che si snodano in mezzo ai canali. L’Olanda è quindi fra le mete più adatte per le vostre vacanze in bicicletta, soprattutto se viaggiate con i bambini

   Situata nel cuore dei Paesi Bassi, l’Olanda n costituisce il nucleo storico, suddiviso nella provincia settentrionale, Noord-Holland, e in quella meridionale, Zuid-Holland. Si tratta i un’area grande poco meno dell’Umbria, nella quale vivono oltre sei milioni di abitanti. Qui si concentrano alcune delle città più ricche di storia e bellezze artistiche,, tra cui la capitale Amsterdam (800.000 abitanti) e L’Aia, che è la sede del governo oltre che la terza citta dei Paesi Bassi per numero di abitanti (ne conta 500.000).

L’Olanda è una terra piatta, strappata al mare fin dall’XI secolo grazie a un ingegnoso sistema di pompe, dighe e argini, con cui l’acqua viene drenata e contenuta in moco da ricavare vasti appezzamenti di terra asciutta e abitabile. Si tratta dei polder, la cui esistenza è strettamente legata celebri mulini a vento olandesi, una volta utilizzati per azionare le pompe con le quali si aspirava l’acqua dal mare.

Il clima dell’Olanda è ventilato e piovoso, molto fresco anche in primavera ed estate (a luglio la temperatura media diurna si aggira intorno ai 20° C).

Gli autori: Francesca Cosi e Alessandra Repossi hanno pubblicato 14 libri di viaggio, tra cui 4 volumi dedicati ai fari, 2 alla biciletta (il più recente è Ciclovia del Danubio 2: in biciletta da Vienna a Budapest, Ediciclo 20134) e 6 ai cammini spirituali (tra cui Santiago, via Francigena, via degli Abati) pubblicati per Ancora editrice, per la quale dirigono anche la collana Itinerari.

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