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La scuola serve a vivere meglio, non a produrre di più
(Nando Cianci)

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Scuolaslow è una piazza nella quale incontrarsi, discutere, raccontare le riflessioni, le esperienze, le pratiche intrecciate con l'idea di una scuola slow, vale a dire sottratta...

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GENITORI FATE UN PASSOdi Luciano Di Gregorio, Franco Angeli, Milano, pp. 156, € 19,00. 

Il libro: I tempi sono quelli che sono, carichi di incertezze, problemi, mutamenti continui. Non è facile, perciò, attraversarli tenendo la bussola ferma. Specie se si appartiene ad una generazione che ha visto sconvolto quello che veniva vissuto come un dato di fatto “naturale”: che ogni nuova generazione sarebbe stata più agiata, più felice, meno preoccupata di quella precedente. Così, di fronte all’invertirsi di questa prospettiva e al farsi largo dell’idea che i figli avranno più problemi dei genitori, in questi ultimi scatta un senso di iperprotezione verso i più piccoli. Quasi un senso di colpa, un voler farsi perdonare di appartenere ad una generazione che si sta spolpando il mondo e lo sta lasciando più inquinato, più sporco, meno sicuro, più ingiusto di come l’ha trovato.
L’ansia iperprotettiva che guida i comportamenti dei genitori si può forse spiegare anche così. Ma, quali che ne siano le cause, non fa bene ai bambini e ai ragazzi. Non li forma ad affrontare i pericoli e i problemi della vita, le frustrazioni e i dolori che, con fatica vana, si tenta di eliminare dal loro cammino adolescenziale. Non li abitua ad accettare la vita e il mondo per quello che sono, a non angosciarsi per quello che non possono cambiare e ad impegnarsi per quello che può essere reso migliore.
Sulla difficoltà di essere genitori in tempi che ci appaiono assai complicati, sulle cause di questo diffondersi di una pratica educativa che vorrebbe tendere ad una inattaccabile felicità dei figli, sulle strade per favorire una crescita equilibrata (che certo tende a rendere i figli felici, ma non li sottrae al confronto con la vita reale) si diffonde questo libro di Luciano Di Gregorio, ricco di analisi e riflessioni.
Un libro che aiuta i genitori a svolgere un ruolo che richiede, come dice il titolo, un passo indietro rispetto all’ansia di sgombrare il cammino dei figli da ogni ostacolo. E, siccome non si può essere buoni educatori senza far proprie alcune caratteristiche esistenziali, aiuta i genitori stesi a partire, in quest’opera, con un’auto analisi che è fondamentale per acquisire una prospettiva «orientata verso il divenire», che accetta di misurarsi col cambiamento in modo in esso, insieme ai figli, crescano anche i genitori.
Perché, non va mai dimenticato, non esiste azione educativa in cui uno dei protagonisti resti uguale a se stesso e promuova la crescita solo nell’altro.


Il risvolto:
Mai come oggi, nella nostra società, è stato così forte il bisogno di dedicarsi con tanta premura alla crescita felice dei figli e di proteggerli dalle frustrazioni della vita.
Ma prendersi cura e difendere i figli dal dolore e dalle difficoltà non rappresenta un vero sostegno alla crescita, non sempre sortisce buoni risultati e non aiuta i bambini e i ragazzi a formarsi come individui.
Sono in molti oggi a ritenere che il modello educativo attuale debba essere ripensato e che i genitori permissivi debbano fare una seria e ponderata riflessione critica sul comportamento che adottano nei confronti dei loro figli nelle varie fasi della crescita.
Come procedere, allora?
Il libro fornisce molti e interessanti spunti di riflessione per i genitori che si sentono confusi e disorientati, e lo fa analizzando le motivazioni che spingono a perseguire l'ideale educativo che vuole rendere sempre felici i figli e che appaga il genitore che raggiunge questo obiettivo. Prosegue invitando i genitori a compiere un lavoro di autoanalisi per costruire immagini nitide del loro modo di essere e a usare l'intuito educativo per comprendere quale sia l'atteggiamento più adeguato da assumere con i figli. Suggerisce, infine, di adottare la capacità negativa che consiste nel sostare nel dubbio e nell'incertezza senza compiere immediatamente un'azione che porti per forza di cose a un risultato.

 

L’incipit:I genitori contemporanei pensano di non riuscire a comprendere le trasformazioni psicologiche e cognitive, di non saper rispondere alle loro richieste di senso e di non riuscire a risolvere in maniera adeguata le problematiche che i figli manifestano. Se si presentano dei problemi, i genitori temono di non avere strumenti adeguati per riconoscere in tempo un disturbo di attenzione (ADHD) o dell’apprendimento (DSA), o una idiosincrasia alimentare (DCA), per fare degli esempi di problematiche che si presentano sempre più spesso nel corso dell’età evolutiva e a cui oggi si presta molta attenzione fino a sfiorare l’eccesso di diagnosi. I genitori si sentono esposti ad ansie ulteriori se i figli sono oggetto, anche per brevi periodi, di bisogni educativi speciali e di un insegnamento personalizzato (BES), che aggiungono preoccupazione e alimentano il timore di non essere stati all’altezza della propria funzione educativa legata alla crescita dei figli.
A questi fattori che ostacolano e rendono complesso il mestiere di genitore, va aggiunta la grande considerazione con la quale, nel tempo recente, è tenuta la cura dei figli dal punto di vista psicologico. Si tratta di un orientamento a prendersi cura del figlio da parte degli adulti che prevede un generale incremento di attenzione che deve considerare nei minimi particolari le diverse problematiche legate alla crescita, e di una forma di protezione che serve a evitare il confronto con il dolore e la sofferenza. Un compito che non esisteva come imperativo categorico anche solo qualche decennio fa e che ora invece esiste. Essi chiedono, così, aiuto agli specialisti e si fanno consigliare prima dai pediatri e dai pedagogisti, poi dagli psicologi, per sopperire a quelle che ritengono essere le loro mancanze di conoscenza sullo sviluppo affettivo e sulle varie forme potenziali di disagio. A volte leggono persino manuali di età evolutiva per ottenere informazioni su di un ipotetico metodo educativo ottimale che favorisca la crescita e l’acquisizione di competenze dei figli dei millenials.  […]
Un buon educatore è il genitore che non rigetta nuovi concepimenti di sé e della relazione che ha con il figlio, che accetta di affrontare il
cambiamento catastrofico della relazione adulto bambino e di attraversarla, come fosse un mare in tempesta, e che, una volta attraversata, ha fede di raggiungere prima o poi un approdo dove ritrovarsi, entrambi cresciuti nella continuità, oltre il cambiamento. Na figura di genitore che dispone, cioè, di una funzione educativa orientata verso il divenire, che accetta l’ansia del cambiamento trasformativo delle rispettive identità, quella del genitore e quella del figlio, e cerca di fare in modo che il non noto prenda il posto del già noto. Il modello educativo proposto si basa su di una disposizione del genitore a compiere un iniziale lavoro di auto-analisi, a usare l’intuito educativo e a valorizzare la sua capacità negativa.

L’autore: Luciano Di Gregorio, psicologo e gruppo-analista, svolge attività di psicoterapia e formazione nella provincia di Siena e a Firenze. Per i nostri tipi ha pubblicato Psicopatologia del cellulare. Dipendenza e possesso del telefonino (2003) e La società dei selfie. Narcisismo e sentimento di sé nell'epoca dello smartphone (2017). Tra le sue altre recenti pubblicazioni ricordiamo L'ho uccisa io. Psicologia della violenza maschile e analisi del femminicidio (Ed. Primamedia, 2017, seconda edizione) e La voglia oscura. Pedofilia e abuso sessuale (Giunti, 2016).

 

 

L’indice:

Introduzione
1. Un mestiere impossibile
(Genitori e figli ideali; Il reale come minaccia e l'atteggiamento protettivo dei genitori; Genitori che si mettono a disposizione dei figli)
2. Intuito educativo e capacità negativa
(Genitori per sommazione; Genitori per sottrazione; Un lavoro di auto-analisi; La funzione educativa come pratica embrionica)
3. Genitori per sottrazione nell'infanzia
(Il confronto con il dolore e la mancanza; La funzione di sostegno della madre; La funzione di sostegno del padre; I genitori per sottrazione sono intercambiabili; A proposito della scomparsa del padre)
4. Genitori per sottrazione nell'adolescenza
(Un riferimento letterario; C'è davvero bisogno oggi di autorevolezza?)
5. Il genitore separato e il rapporto con i figli
(Il bisogno di riparare il danno; Il potenziale creativo del gioco)
6. Genitori e figli adulti. Il coraggio di farsi da parte
(Il mestiere di genitore e analista di nuovo a confronto; Adottare la capacità negativa quando è il momento)
Bibliografia.

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