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CERA UNA VOLTA IL NATALEAA.VV. (a cura di Christian Delorenzo, Einaudi, Torino, pp. 350, € 18,00

Il libro: Ventidue racconti sulla magia, sul significato, sulla forza evocativa del Natale. Scritti da altrettanti autori, quasi tutti nati nell’Ottocento, che si accostano al tema con stili, visioni, inquadrature e contenuti diversi. A cominciare dalla redenzione di Scrooge nel classico di Dickens, che ebbe tanta fortuna già al suo apparire e che ha conosciuto, in oltre 180 anni di vita, innumerevoli riedizioni, rivisitazioni, allestimenti scenici e cinematografici, tra i quali quello notissimo di Walt Disney. Per articolarsi poi in tanti diversi registri narrativi, toccare la varietà di sentimenti umani che si manifesta anche nei crocevia di ricorrenze così cruciali, conoscere una pluralità di ambientazioni geografiche e sociali, inscenare vicende di personaggi reali, immaginari, fiabeschi, richiamare simbolismi e significati che parlano al sentimento e alla ragione. «Insomma:», come scrive il curatore Christian Delorenzo «spiriti, alberi, presepi, vischi, addobbi, messe, mezzanotti, vizi, demoni, fantasmi, risate, elfi, slitte, regali, amori, bambini, tesori, sorprese, fiabe, fate, nevi, rose. C’era una volta il Natale è tutto questo, ma anche altro. “C’era una volta” perché il Natale è tempo di fiabe, e come ogni fiaba cambia ma resta uguale, a seconda di chi racconta, a seconda di chi ascolta: il paradosso di una tradizione che per rimanere fedele a se stessa deve tradirsi. “C’era una volta come in un album di fotografie, con racconti al posto di immagini, da Charles Dickens a David Sedaris, dall’Ottocento a oggi: parole da sfogliare per ricordarci quello che eravamo e per riconoscere, controluce, quello che siamo».

 

Il risvolto: «È Natale! Devi odiare davvero il genere umano se non lasci che questa festa ti susciti un qualche sentimento di gioia nel cuore»

Regali da nascondere sotto l'albero che brilla di luci, accanto a un presepe da salotto. Profumo di neve e di aghi di pino. Il camino che crepita e qualcuno che racconta una storia, magari di fantasmi. Senza dimenticare il cenone della vigilia, il rito della messa di mezzanotte, i baci sotto il vischio e i bambini che non vogliono andare a letto per aspettare la slitta carica di doni. In una parola: Natale.

Un'antologia di racconti tra fiaba e realtà, tra sogno e leggenda, per ricordarci la magia della festa più amata. Perché anche quando tutto cambia Natale rimane sempre Natale. 

 

L’incipit: Il Natale, si dice l’abbia inventato Charles Dickens.

In realtà, all’epoca del romanziere inglese, lo si celebrava da almeno millecinquecento anni: le prime testimonianze, tra calendari, tavole liturgiche e omelie, risalgono al IV secolo.

Dickens, però, è stato il primo a trasporre sulla pagina l’essenza della festa più amata. A metterne in parola la magia. A dare il via, pure, a una moda che da allora miete vittime tra gli scrittori di ogni lingua e latitudine. Sì, perché non c’è autore moderno che non abbia proposto una sua sfumatura del Natale: bianco, giallo, rosa o nero, attraverso tutti i colori dei generi letterari.

In questo viaggio antologico – guidati dallo spirito di un Natale passato che è sempre presente – non si può che partire da qui: dall’atto di fondazione della letteratura natalizia. Canto di Natale, uscito per la prima volta il 19 dicembre del 1843. Seimila copie, centosessantasei pagine, cinque scellini, per dare un po’ di numeri.

Un successo fin dal principio. Una storia, quella dell’avarissimo Scrooge, senza bisogno di presentazioni. Un invito a entrare nel fantastico regno dei Natali di carta.

Un regalo di benvenuto.

 

Racconti di: Alphonse Allais, Hans Christian Andersen, Paul Arène, Marcel Aymé, L. Frank Maum, Léon Bloy, François Coppée, Alphonse Daudet, Charles Dickens, William Dean Howells, Fergus Hume, Jerome Klapka Jerome, Selma Lagerlöf, G. Lenotre, Edward, Verrall Lucas, Joaquim Maria Machado de Assis, Guy de Maupassant, O. Henry, Luigi Pirandello, Pierre Alexis Ponson du Terrail, David Sedaris, Émile Verhaeren.

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