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La scuola serve a vivere meglio, non a produrre di più
(Nando Cianci)

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Scuolaslow è una piazza nella quale incontrarsi, discutere, raccontare le riflessioni, le esperienze, le pratiche intrecciate con l'idea di una scuola slow, vale a dire sottratta...

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VITA FILOSOFIAnche la conoscenza, disse Nietzsche, ha una vita e una storia. Non una successione astratta di dottrine e di scritti isolati dal mondo, ma un confronto con le vite reali e immaginarie degli autori e dei loro compagni di umanità, posti di fronte alla sempre imminente esperienza della morte che assedia ogni impresa umana. Di qui la vicenda filosofica rivisitata con altro sguardo e nuova consapevolezza, come una esemplarità di tappe emblematiche del nostro destino futuro: Marco Aurelio nella sua tenda e Diogene Laerzio nel suo millenario mistero; la morte di Cartesio nel paese degli orsi; Nietzsche e Wagner a Basilea; Husserl sul Lago di Como, a Vienna e a Praga; Cassirer e Heidegger ad Amburgo e a Davos; James e Santayana ad Harvard; Wittgenstein e Russell a Cambridge. Passioni, propositi, contese che travalicano il fatto biografico accidentale per divenire parte della nostra stessa vita di «buoni Europei», come disse Husserl, usciti dalla devastazione delle guerre mondiali e faticosamente rinati a un progetto di umanità futura. La proposta concreta di un nuovo racconto della nostra storia morale ed esistenziale e di un modo nuovo di praticare la filosofia.

 

L’incipit: 1. (MARCO AURELIO) La vita e i filosofi (non le vite). Questo il senso. Qualcosa di semplice, di unico e costante: la vita. Però sempre nella variazione di una vita, di molte vite. E, per di più, nella variante “filosofica”.
Habeas corpus della filosofia. I corpi hanno luogo, stanno in un posto, in un conteso. Nel loro luogo sono contenuti. Ora, un contenuto che contiene sé stesso è l’infinito: Ma un contenuto non può che contenere sé stesso, poiché esige un luogo in cui essere contenuto; e questo un altro luogo, e così via all’infinito. L’universo è l’essere di Melisso: non è infinito nello spazio, ma è l’infinito dello spazio. Ogni corpo, in quanto luogo comune, dis-posto come spazio, come il posto dello spazio nello spazio, esplode all’infinito. Così il contenente e il contenuto si scambiamo le parti. Non sono in sé né lontani, né vicini, diceva Bruno. Sono l’unità molteplice. «Tutti questi eventi accadono insieme, come in un unico organismo», così scriveva Marco Aurelio a sé stesso. Simultaneità. Intanto la notte, l’incombente presenza dell’umore delle selve, il grido di un animale lontano, la fioca luce nella tenda militare: l’imperatore filosofo ancora non dorme; l’alba lo troverà con la tavoletta incerata caduta per terra e il lume spento.

 

L’autore: Carl Sini ha insegnato per trent’anni Filosofia teoretica all’Università degli Studi di Milano. È accademico dei Lincei e membro di altre accademie e istituzioni culturali italiana. Jaca Book ha in corso di pubblicazione le sue Opere in sei volumi. Tra gli altri suoi titoli ricordiamo: Lo specchio di Dioniso. Quando un corpo può dirsi umano? (con C.A. Redi, 2018); Trittico (2018); Inizio (2016); Incontri. Vie dell’errore, vie della verità (2013); Il sapere dei segni. Filosofia e semiotica (2012); Del viver bene (2011); Il comico e la vita (2011).

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A passo d'uomo

IL BLOG

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La parabola della parola "vecchiaia": da evocatrice di saggezza e rispetto a termine da nascondere e negare- La vuota retorica "del nuovo"

Grande studio (ambizione) degli uomini mentre sono immaturi, è di  parere uomini fatti, e quando sono uomini fatti, di parere immaturi.   
 
(G. Leopardi, Zibaldone, 16. Settem. 1832).

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FRANCESCH

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