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l-alfabeto-della-scienzaDa Abel a Zero assoluto. 26 storie di ordinaria genialità, di Giuseppe Mussardo, Dedalo, Bari, 2020, pp. 320. € 17,00.

 

La scienza è una miniera inesauribile di storie magnifiche. Qui ne troverete una per ogni lettera dell’alfabeto, i cui protagonisti sono scienziati di prestigio, o grandi idee. Per rimanere incantati dal piacere della scoperta. 

Un libro che parte dalla A di Abel – talentuoso norvegese dalla vita leggendaria, fondatore di una delle teorie più affascinanti della matematica – per finire con la Z di Zero assoluto, ovvero l’appassionante sfida, tuttora in corso, di raggiungere il limite ultimo nella scala delle temperature.


Ogni lettera dell’alfabeto tocca una tappa di un suggestivo viaggio lungo i sentieri della scienza, durante il quale il lettore incontrerà vari personaggi: l’astronomo francese che rischiò la pazzia pur di rincorrere i passaggi di Venere; il fisico italiano che, per l’orrore della prima bomba atomica, abbandonò lo studio dei nuclei per dedicarsi ai trilobiti del Cambriano; l’astrofisico indiano che, giovanissimo, intuì per primo il destino ultimo delle stelle; la studiosa francese costretta a nascondersi dietro un nome ma­schile pur di pubblicare dei fondamentali teoremi sui numeri primi. E tanti altri ancora.
Ventisei storie che svelano lo spirito più autentico del mondo della scienza: la lettura di ciascuna di esse richiede giusto una manciata di minuti, il tempo di salire in treno o in metro, e scendere alla prossima fermata. Sarà il lettore stesso a inventare il proprio personale ordine di lettura dei racconti, dando luogo – per leggi matematiche elementari – a un numero astronomicamente grande di libri possibili, tutti uguali ma tutti diversi. Un testo che è quindi il compagno ideale di infiniti viaggi.

Da alcune recensioni:
[…] Recita il sottotitolo: "Da Abel a Zero assoluto 26 storie di ordinaria genialità". Perché 26? Perché tante sono le lettere del nostro alfabeto, a ciascuna delle quali Mussardo abbina un personaggio della fisica, della matematica, della chimica vissuto negli ultimi tre secoli. In realtà gli scienziati che abitano queste pagine, intrecciando le loro vicende scientifiche e personali, sono molti di più. Con qualche scelta eterodossa che consente di illuminare angoli poco noti della storiografia scientifica. Motivo ricorrente in queste biografie (anche per l'ego dei protagonisti) è lo scontro di opinioni. A conferma del fatto che i contrasti sono spesso il sale e il pepe della scienza. […]
Ma nelle pagine di Mussardo ci sono anche storie d'amore. Come quella che — galeotto il laboratorio di radioattività — unirà Frédéric Joliot e Iréne Curie (figlia di Marie) portandoli al terzo Nobel della famiglia. E le avventure galanti di quel tombeur de femmes che fu Erwin Schrödinger, uno dei fondatori della meccanica quantistica, che imparò la relatività di Einstein mentre, con la divisa dell’impero austro-ungarico durante la guerra era in servizio sul Carso, a Prosecco. E ancora la folle passione — di tutt'altra natura — che spinse il povero Guillaume Le Gentil dilapidare il suo patrimonio inseguendo per anni il capriccioso passaggio di Venere sul Sole. Il capitolo forse più bello è quello dedicato a Lise Meitner, che per prima comprese come gli esperimenti condotti dal collega Otto Hahn avessero provocato la scissione dell'atomo. […] Nel 1944 Otto Hahn riceverà il Nobel per la Chimica. A Lise Meitner (morta novantenne nel 1968) non andrà neppure una menzione. Una delle molte, troppe "dimenticanze" nei confronti delle donne della scienza.
(Fabio Pagan, Il Piccolo, 23 luglio 2020)

Le biografie concernono fisici, chimici e matematici moderni e contemporanei, con l'unica eccezione del biologo Lazzaro Spallanzani. E con una sorpresa intrigante. I racconti, in origine 26, come le lettere dell'alfabeto italiano, sono rimasti 25, perché è scomparsa la lettera K, dedicata a Keplero che raccontava del danese dal naso d'oro, Tycho Brahe, della Praga magica e del processo per stregoneria alla madre di Kepler. Ma anche della soluzione fornita dall'astronomo polacco di un noto problema geometrico: «qual è, in tre dimensioni, il modo più compatto di sistemare degli oggetti sferici di uguale raggio?», della quale Mussardo non manca di riportare la formula, nell'impegno, costante nel volume, a conciliare narratività e rigore scientifico. Nel libro sono ben rappresentati gli «scienziati da film». Si racconta la storia della famiglia Curie, la famiglia dei Nobel: due, per la Fisica e la Chimica, a Marie Sklodowska-Curie, uno al marito Pierre Curie, uno alla figlia Irene e il genero Frédéric Joliot. Vengono messe in scena le avventurose vicende del Nobel indiano Chandra e quelle tragiche di Ludwig Boltzmann. Sono tra i racconti più avvincenti. Ma va segnalata anche l'attenzione per le donne scienziate. […]
Non sarà casuale la scelta dell'Autore di porre al centro del libro Lise Meitner. La storia della fisica austriaca di origini ebraiche, allieva di Boltzman e di Max Planck, è esemplare, nella sua tragicità. Apprezzata dal chimico Otto Hahn e da lui accettata come «ospite non pagato» nel laboratorio berlinese, dove doveva entrare dalla porta di servizio, perché le donne non erano ammesse all'università, Lise lavorò a lungo gratuitamente sui fenomeni radioattivi, ottenendo la stima di Einstein, che la considerò la Marie Curie tedesca. Soltanto nel 1922 Meitner divenne professoressa fuori organico di fisica nucleare all'Università di Berlino. Ma già ne11933 fu colpita dalla legislazione anti-semita e nel 1838 do vette fuggire, trasferendosi definitivamente in Svezia. Al dramma comune a milioni di ebrei, Meitner unì lo sconforto per il mancato riconoscimento delle sue fondamentali ricerche in fisica atomica, che avviarono allo sviluppo sperimentale della fissione nucleare e al Progetto Manhattan, ma per le quali fu Hahn a ottenere il Nobel per la Chimica nel 1945, dimenticandosi del ruolo determinate di Lise. Mussardo fissa la sua vicenda nella suspence della fuga sul treno che la condurrà, «finalmente libera», in Olanda. A Marie Curie e a Meitner Mussardo aggiunge la figura della matematica parigina Sophie Germain, vissuta nella turbolenza che attraversò la Francia tra rivoluzione e restaurazione, che lasciò contributi fondamentali nella teoria dei numeri, pur costretta a studiare in segreto sui testi proibiti dei grandi matematici, perché donna, e a firmarsi Monsieur LeBlanc.
(Gaspare Polizzi, Il Sole 24 Ore, 6 settembre 2020)

L’incipit: C’è un passo, nella Guida alla scienza per l’uomo moderno di Isaac Asimov, che mi è sempre rimasto impresso, sin da quando l’ho letto la prima volta molti anni fa. È una di quelle frasi maledettamente perfette, che spingono ad andare con lo sguardo di là dei consueti orizzonti quotidiani e che hanno fatto di Asimov uno dei più grandi scrittori di tutti i tempi:

Nessuno può sentirsi veramente a suo agio nel mondo moderno e valutare la natura dei suoi problemi – e le possibili soluzioni degli stessi – senza avere un’idea esatta di cosa faccia la scienza. Inoltre, l’iniziazione al meraviglioso mondo della scienza è fonte di grande soddisfazione estetica, di ispirazione per i giovani, di appagamento del desiderio di sapere e di un più profondo apprezzamento delle mirabili potenzialità e capacità della mente umana.

Mi sento solo di aggiungere che lo spirito più autentico e genuino della scienza emerge non solo dal suo studio diretto – l’applicarsi a comprendere i mille teoremi che formano l’architettura della matematica o quelle cinque-sei idee fisiche fondamentali che plasmano la nostra visione del mondo – ma anche dalla storia dei suoi protagonisti, dalle loro voci, da quell’incastro di personaggi, scene, racconti che formano la complessità e la bellezza dell’impresa scientifica, fatta di brogliacci di laboratorio, quaderni pieni zeppi di appunti, idee scritte sui margini dei libri, pacifiche discussioni e feroci rivalità.
Non esiste ovviamente una personalità scientifica unitaria, al contrario ogni scienziato – si è tentati di dire – è genialmente strambo, imprevedibile, esaltato e bizzarro a modo suo. Così come nell’arte, nella pittura o nella musica, nella scienza troviamo infatti chi è guidato dall’istinto, chi dalla passione, chi dalla cautela, chi dalla precisione, chi dall’amore per i numeri, chi dalla bellezza delle teorie. A queste mille sfaccettature dell’animo umano, e al rigore e alla nitidezza dell’intelligenza, si aggiunga anche la curiosità, vera e propria molla di tutta la scienza, così come il fremito per le nuove sfide del sapere, altra cartina al tornasole del vero scienziato.
La cosa straordinaria è che, accanto alle figure giustamente più famose – i vari Albert Einstein, Enrico Fermi o Galileo Galilei – vi è una folla incredibile di altri personaggi che, pur sconosciuti ai più, con la loro inguaribile curiosità hanno fatto fare, all’umanità tutta, degli enormi passi in avanti. Alcuni di essi hanno posto dei grandi quesiti, di natura anche morale: perché pensare di separare la scienza dal flusso vertiginoso della storia, con tutte le sue inquietudini, i suoi drammi o paradossi, è un’impresa velleitaria, benché forse affascinante da un punto di vista filosofico.
Qui, in questo libro, si è dato voce a ventisei di questi scienziati, un numero certamente troppo esiguo per rendere in pieno la bellezza del viaggio affascinante compiuto nel corso dei secoli alla ricerca della verità, ma sufficiente, si spera, a svelare lo spirito più veritiero e polimorfico del mondo della scienza. Parleremo di grandi temi e di idee scientifiche fondamentali – la freccia del tempo, la nascita e la morte delle stelle, lo zero assoluto delle temperature, la bellezza della matematica o la trasmutazione degli elementi, giusto per citarne alcuni – ma soprattutto parleremo degli uomini e delle donne che ne hanno svelato i misteri: sembra infatti che esista una leggiadra e misteriosa dualità che lega da sempre le persone al mondo delle idee e viceversa.
Sarà il lettore stesso a inventare il proprio personale ordine di lettura dei ventisei racconti, dando luogo – per leggi matematiche elementari – a un numero astronomicamente grande di libri possibili, tutti uguali ma tutti diversi. Il testo è, quindi, il compagno ideale di infiniti viaggi.

L’autore: Giuseppe Mussardo è professore ordinario di Fisica Teorica alla Scuola Internazionale Superiore di Studi Avan­zati (SISSA) di Trieste. Ha scritto numerosi articoli scientifici e libri, sia di fisica che di divulgazione scientifica, è stato direttore del Laboratorio Interdisciplinare della SISSA e autore di documentari scientifici. Ha ricevuto nel 2013 il Premio per l’Outreach della Società Italiana di Fisica.

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