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COVER BALESTRACCINatura, stagioni, riti, di Duccio Balestracci, il Mulino, Bologna, pp.288, € 19,00

Il libro: Un viaggio nel tempo che si rinnova e si ripete e che costringe l'uomo a seguire la natura quasi fosse la sua ombra La festa di San Michele, la notte di Ognissanti, ma anche la Candelora, i re e le regine dei boschi nelle feste di San Giovanni, i riti celtici per Imbolc e quelli sciamanici per l'arrivo della primavera. Dall'autunno all'estate i cicli della luce e del buio, della morte e della rigenerazione si susseguono e si trasformano, e con essi lo sforzo umano di arginare una natura generosa ma anche misteriosa, capricciosa e che cambia volto da una stagione all'altra. E così ricorrenze pagane e cristiane, ritualità e credenze si sedimentano, sovrappongono e contaminano. A nulla vale il tentativo di governarle e disciplinarle, messo in opera dalle istituzioni laiche ed ecclesiastiche. Duccio Balestracci ci accompagna alla scoperta del calendario del cielo e della terra e ci conduce al cuore del rapporto con una natura che si avvicina e si allontana, che fa tremare e amare.

L’incipitÈ buona regola informare (meglio: mettere sull’avviso) il lettore di ciò che troverà in queste pagine; è onestà intellettuale e serietà professionale dirgli subito di che cosa l’autore ha inteso parlare e, altrettanto, di come lo ha fatto.
E dunque: questo è un libro di storia.
Non di antropologia, non di storia delle tradizioni popolari, non di storia delle religioni, non di etnologia. Chi lo ha scritto ha usato a man bassa tutte queste discipline; ha rubato ad esse, per quanto ha potuto, metodi e approcci epistemologici. Magari ne ha fatto un uso goffo, insoddisfacente e improprio, ma le ha, tuttavia, chiamate a ineludibile sponda di quanto voleva dire. Ciò, chiaramente, non fa di chi scrive uno specialista di queste stesse discipline: lettore sì, fruitore sì, specialista competente no, e men che meno orecchiante e imitatore amatoriale di esse (la tragicomica peggior sorte che può capitare a chi si arrischia temerariamente a mettere i piedi fuori dal percorso culturale e professionale che solum è suo).
Quando ho cominciato a pensare a questo libro (ma dopo che delle relative tematiche mi ero occupato anche nel corso delle lezioni quando insegnavo Civiltà medievali all’Università di Siena) il proposito di base era stato quello di capire come archetipi, stratificazioni, riti e miti abbiano interloquito con i tentativi da parte e del tempo (cosmico e folklorico): l’antropologo può permettersi un uso del tempo che fa a meno della storia; lo storico può chiedere aiuto all’antropologia, ma ha bisogno sempre di riportare la materia sui binari di un tempo definibile e identificabile, perché il suo mestiere lo costringe ad ancoraggi che si chiamano cronologia sicura e fonti inattaccabili. Affrontare questa materia, costretti a non sapere quando si originano un rito o una credenza, né quali siano con certezza i «documenti» cui fare riferimento impone a un esercizio di equilibrismo non facile, che, infatti, non sempre riesce, e che non garantisco sia riuscito a me.

Le recensioni:[…] racconta l’affascinante mondo dello scorrere delle stagioni, di come l’essere umano lo ha affrontato nel corso dei secoli tra riti pagani, cristiani, risate, pianti. […]
Il susseguirsi dei capitoli, ma soprattutto dei paragrafi, ci mostra da una parte gli antichi rituali e dall’altra come questi siano stati soppiantati da altre religioni e l’esempio massimo è dato dal Cristianesimo che prese le credenze del mondo romano e non e le ha fatte sue. Oppure come il folklore e le nuove religioni, anche qui è pienamente calzante l’esempio del Cristianesimo, convivano con tradizioni differenti, spesso contraddittorie, senza destare lo stupore di nessuno. Vi faccio un esempio. La luna, allegoria per eccellenza della dimensione femminile dell’umanità, con l’avvento della religione di Cristo diventa il simbolo della Chiesa che come l’astro riflette la luce del sole (simbolo di Gesù), questa è solo una delle tante interpretazioni che ne danno i padri della Chiesa. Nella tradizione folklorica, invece, il satellite è strettamente legato alla figura di Caino, si proprio quello che uccise il fratello Abele. Secondo una leggenda popolare medievale il fratricida fu condannato da Dio a passare il giorno all’Inferno tormentato dai diavoli mentre le notti a vagare con un fascio di spine sulla Luna (da qui anche la creazione dei crateri lunari). […]
Tradizioni che convivono, rituali che cambiano, ma alla base c’è sempre il susseguirsi delle stagioni, un ciclo di nascita, morte e rinascita che l’essere umano affronta da sempre in maniera differente secondo le culture. E se siete interessati a questi aspetti della storia questo libro fa sicuramente al caso vostro!
(Giulia Panzanelli, https://medievaleggiando.it/attraversando-lanno-natura-stagioni-riti-di-duccio-balestracci/)  

Una storia delle contaminazioni tra paganesimo, post-paganesimo e cristianesimo.Storia mentale ma anche antropologica, folkloristica, etnologica.
Il collante di questa storia, millenaria e solidissima, è la concezione sempiterna della paura, istinto primordiale che attraversa il tempo lungo dell'azione umana.
Insicurezze/sicurezze che hanno riguardato ed ancora rigurdanole percezioni individuali e collettive. Ogni epoca elabora o rielaborale proprie coordinate di orrore/terrore, mettendo al centroil ciclo della natura e il ciclo cosmico.  L'azione umana senbra relativizzarsi di fronte all'imprevisto dei tempi e delle stagioni.
Un saggio storico che prende in considerazione tutte le latitudini e le longitudini del globo, mettendo al centro le credenze ancestrali dell'uomo antico e moderno.
Con uno scarso, scarsissimo risultato di dominarle e governarle.
(Guglielmo Brighi, https://www.nuovogiornalenazionale.com, 25 febbraio 2024) 

Natura e magia, luce e buio, vita e morte, autunno e inverno, primavera ed estate. Una lotta continua che scandisce i tempi delle stagioni con feste, riti, miti, rappresentazioni, processioni, buoni auspici, streghe, lupi mannari, demoni da ostracizzare e scacciare, riflessi di culti plurimillenari del mondo della vegetazione. […]
Duccio Balestracci ha il merito di fornire informazioni che hanno un significato storico, sottraendosi a ogni nostalgico folklore. Egli ha ricostruito con la meticolosità dello storico date e riti che hanno scandito le stagioni per secoli. Pur segnato dalla globalizzazione e dalle innovazioni tecniche, il plurimillenario mondo contadino si alimenta ancora di figure mitologiche e tradizioni. Un mondo che manifesta sempre più inquietudine di fronte alle incertezze determinate dal cambiamento climatico.

(Pasquale Coccia, www.ilmanifesto.it 18 gennaio 2024) 

L’autore: Duccio Balestracci insegna Storia medievale e Civiltà medievali all’Università di Siena. Si è occupato di storia delle classi sociali in città e in campagna e degli aspetti della guerra e della festa. Tra le sue tante pubblicazioni, Medioevo e Risorgimento. L’invenzione dell’identità italiana nell’Ottocento (2015), Stato d’assedio. Assedianti e assediati dal Medioevo all’età moderna (2021), entrambe per il Mulino; e, per Laterza, La festa in armi. Giostre, tornei e giochi del Medioevo (2001), La battaglia di Montaperti (2017) e Il Duca. Vita avventurosa e grandi imprese di Federico da Montefeltro (2022).

 

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(G. Leopardi, Zibaldone, 16. Settem. 1832).

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