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«Una certa impronta della scienza divina» Sul senso della teologia in san Tommaso d'Aquino tra rivelazione, fede e ragione, di Antonio Sabetta, Marcianum Press, Venezia, 2025, € 19,00.
Lo stupore dell'essere. Il pensiero alternativo di Tommaso d'Aquino, di Antonio Sabetta, Marcianum Press, Venezia, 2025, € 23,00.
I libri: Citato qua e là con frasi celebri e significative, ma isolate dal contesto dei libri da cui sono tratte, san Tommaso d’Aquino per molti tuttavia appartiene quasi esclusivamente ai manuali di filosofia medievale o alle aule universitarie. E invece due recenti libri dimostrano il contrario: il pensiero dell’Aquinate non è un rispettabile frutto di un’epoca ormai lontana, ma una bussola ancora utile per orientarsi nel presente.
Entrambi editi da Marcianum Press, Una certa impronta della scienza divina di Antonio Sabetta e Lo stupore dell’essere di Giuseppe Savagnone, offrono due sguardi diversi su un unico grande tema: come pensare Dio e l’essere umano in un mondo che sembra aver smarrito il senso profondo delle cose.
Nel suo saggio, Antonio Sabetta torna alla radice della teologia. Partendo dalla prima questione della Summa Theologiae, mostra come per Tommaso la teologia non sia una serie di verità astratte, ma una vera e propria scienza divina: un sapere che unisce la luce della rivelazione e la forza della ragione. In forza di ciò, l’autore invita a riscoprire una teologia che non si oppone alla razionalità, ma la valorizza. In tempi di contrapposizioni tra fede e scienza, il messaggio è chiaro: per Tommaso, pensare e credere non sono due strade parallele, ma due modi diversi di cercare la verità. La prosa di Sabetta, limpida e precisa, parla al lettore di oggi, desideroso di capire come la fede possa dialogare con la cultura senza perdere profondità.
Il libro di Giuseppe Savagnone, dal canto suo, rappresenta un invito a fermarsi, a guardare il mondo con occhi nuovi. Il “suo” Tommaso d’Aquino è il pensatore che ci ricorda il valore dello stupore: quell’apertura originaria davanti alla realtà che permette all’uomo di scoprire il senso delle cose.
In un’epoca dominata dall’efficienza e dal consumo, Savagnone propone il pensiero tomista come “alternativo”: un pensiero che non riduce l’essere umano a produttore o consumatore, ma lo riconosce come parte di un ordine più grande. L’essere, per Tommaso, non è dunque qualcosa da manipolare, ma un dono da accogliere.
Con uno stile chiaro e appassionato, il saggista parla non solo agli studiosi, ma a chiunque senta il bisogno di ritrovare un legame con la realtà, oltre il rumore del mondo digitale.
Pur partendo da prospettive diverse, Sabetta e Savagnone finiscono per incontrarsi. Il primo esplora la teologia come sapere, il secondo riscopre la filosofia come esperienza di stupore. In fondo, per entrambi, la verità non si impone: si scopre, si cerca, si ama.
Sabetta costruisce il “pensiero”, Savagnone ne racconta il “respiro”. Il primo parla al teologo e al filosofo, il secondo anche al lettore curioso e inquieto. Ma insieme tracciano una direzione comune: ricucire quella frattura tra fede e ragione, tra credere e pensare, che segna molta parte del nostro tempo.
In definitiva, rileggere oggi Tommaso d’Aquino, attraverso questi due libri, significa riscoprire la fiducia nella ragione e la meraviglia per l’essere. Non si tratta di tornare indietro, ma di guardare avanti con una sapienza più profonda.
In un mondo che corre veloce e spesso dimentica di chiedersi “perché”, Sabetta e Savagnone ci ricordano che la filosofia e la teologia non sono un lusso per pochi, ma possono essere un modo per vivere meglio: per guardare la realtà con occhi attenti e cuore aperto.
Gli incipit:
Una certa impronta della scienza divina: San Tommaso d’Aquino (1224/2-1274) è comunemente considerato uno tra i teologi più significativi, se non il teologo per antonomasia, all’interno della Chiesa Cattolica. Figura di spessore unico, il dottore angelico per secoli è stata la guida e il faro della teologia cattolicamente elaborata. Baluardo dell’ortodossia – per quanto paradossalmente dopo la sua morte alcune sue affermazioni furono addirittura indirettamente condannate dall’ “illuminato” vescovo di Parigi Stefano Tempier -, Tommaso è divenuto il modello e il riferimento per la teologia in epoca moderna, per quella neo-scolastica che a lui si è rifatto come alla sua fonte, anche se a volte i commentatori di Tommaso hanno finito coll’oscurare la sorgente. Non dimentichiamo, infine, che Tommaso è l’unico a vantare assieme a Pietro Lombardo una raccomandazione esplicita della sua teologia da parte di un Concilio, visto che il decreto Optata totius del Vaticano II scrive che «per illustrare quanto più possibile i misteri della salvezza, gli alunni imparino ad approfondirli e a vederne il nesso con un lavoro speculativo, avendo san Tommaso per maestro». …………………………………
Lo stupore dell’essere: Questo libro è decisamente inattuale. A dire il vero lo è già per il fatto stesso di essere un libro. Oggi c’è sempre meno tempo per leggerli e si preferisce la brevità dei post su Internet oppure, meglio ancora, l’immediatezza del video. Viviamo in tempi in cui le parole hanno perduto la loro forza. Ne siamo stanchi: «Parole parole parole», come dice Amleto con impazienza. Vogliamo dei fatti, dei gesti concreti. Non ha ricordato Paolo VI che «l’uomo contemporaneo ascolta più volentieri i testimoni che i maestri»?
A peggiorare le cose, questo è un libro di filosofia. Anzi di quella filosofia che va sotto il nome di “metafisica”, di cui già Davide Hume, nel Settecento, decretava la morte, in nome del primato della matematica e dell’esperienza empirica. […]
Per completare il quadro dei motivi che lo rendono inattuale, questo libro parla della filosofia di un pensatore del XIII secolo, Tommaso d’Aquino, vissuto dunque otto secoli fa, in quel medioevo che ancora per molti è sinonimo di oscurantismo.
Perché dunque leggerlo’ Anzi, più radicalmente, perché scriverlo? ……………………………
Gli autori:
Antonio Sabetta studioso delle tematiche di confine tra filosofia e teologia, insegna Introduzione alla Teologia e Teologia Fondamentale presso l’Istituto Teologico Abruzzese-Molisano di Chieti. Vive in Molise.
Giuseppe Savagnone per 41 anni docente di storia e filosofia nei licei, editorialista, scrittore, nei suoi numerosi libri e articoli si sforza di trovare nella tradizione culturale cristiana la risposta alla domanda di senso degli uomini e delle donne di oggi.





