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La scuola serve a vivere meglio, non a produrre di più
(Nando Cianci)
Cos'è Scuolaslow
Scuolaslow è una piazza nella quale incontrarsi, discutere, raccontare le riflessioni, le esperienze, le pratiche intrecciate con l'idea di una scuola slow, vale a dire sottratta...
Il colore del cibo. Geografia, mito e realtà dell'alimentazione, di Vito Teti, Meltemi, Milano, 2019, pp. 284, € 24,00.
Il tema: Prospettata come genuina, salutare, scudo contro l’obesità indotta dalle abitudini alimentari disordinate e sbilanciate, che spesso vengono raggruppate sotto l’etichetta di junk food, cibo spazzatura, la dieta mediterranea conosce da alcuni decenni un successo crescente. Da star dell’universo gastronomico. Molto di tale popolarità si deve, però, all’azione del marketing, che ha trovato valide ragioni per proporla ben al di là dei luoghi che le danno il nome. La triade -olio-vite-grano, la varietà di prodotti ortofrutticoli e il pesce sono oggi, in effetti, apprezzati in tante parti del mondo. Bizzarramente, però, l’espandersi della fama della dieta mediterranea ha coinciso con l’aumento, proprio nelle regioni che si vorrebbero come sua origine, dei cibi che essa contemplava solo marginalmente o per nulla: carne, grassi, zuccheri, ad esempio.
Essere "umani" nel monto antico, di Maurizio Bettini, Einaudi, Torino, pp. 144, € 12,00.
Il libro: Quelli dei naufraghi, dei profughi e dell’accoglienza non sono problemi inediti, sorti in tempi – i nostri – che conoscono calamità su vasta scala (carestie, guerre, terre ipersfruttate che non danno più di che vivere) e conseguenti migrazioni epocali (7 milioni di persone in fuga dalle proprie terre). Sono fenomeni che, in dimensioni e con modalità differenti, hanno sempre interessato il pianeta. Dando luogo ad approcci diversi, ad accoglienze e respingimenti, ad aperture e rinserramenti a seconda delle condizioni storiche e delle culture dei popoli che ne erano investiti.
Miti storie immaginazioni, di Vito Teti, Donzelli, 2018, pp. 378, € 34.
Il libro: Si può leggere con piacere un libro che, stando al titolo, dovrebbe immediatamente instillarci angoscia e tremore? Può accadere, ed accade con questo intenso libro dell’antropologo Vito Teti che ci accompagna attraverso secoli e culture suscitando un doppio piacere. Quello, diciamo così, estetico, perché il libro (per quanto di grande erudizione e ineccepibile rigore) è scritto con la fluidità colta di chi frequenta tanto le stanze dei libri quanto i vicoli, le piazze, le case della vita quotidiana, che sta fuori dai libri e nella quale solo autori sapienti sanno farci entrare. L’altro godimento è quello dell’intelletto, perché il testo ci pone argomenti di conoscenza e riflessione da angolazioni insieme seducenti e profonde. E lo fa esplorando argomenti sui quali si tende oggi a mettere la sordina (o ad enfatizzare, il che è lo stesso).
Prosegue in Italia il dibattito sul declino dello studio della storia nella scuola e del senso della storia nella società. Un'intervista a Giuseppe de Rita su Repubblica: non c'è passato in chi ha perso l'idea di futuro. E noi ci siamo condannati al culto del presente.

















