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Una scuola capace di usare le tecnologie lasciando vivere l’uomo secondo il suo ritmo biologico; consentendogli di sostare, tacere, ascoltare, accelerare quando occorre e procedere lentamente quando la vita lo esige; di fermarsi a guardare il cielo e il mare; di ascoltare le profondità ancestrali della sua umanità; di ricordare “a quale silenzio bisogna dunque ridiscendere per ascoltare le pietre che cantano, e con esse il mondo”; di percorrere in libertà i territori del Grande Tempo, quello che sta nell’animo degli uomini e che l’orologio della competizione non potrà mai misurare. (da Gioventù scippata) |
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La piramide della competizione |
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"Nel mondo del Mutanti c'è un solo posto al vertice e tutti gli altri devono accontentarsi di occupare lo spazio sottostante, in una sorte di piramide dove la base, costituita dalla maggioranza, sostiene quell'unica persona in cima. A me è difficile immaginare come un genitore possa insegnare un bambino che solo lui deve vincere e che tutti gli altri devono perdere. Sembra che i Mutanti siano convinti che non vi sia abbastanza prestigio per tutti, che il posto di comando sia riservato a uno solo, un'unica persona di successo alla quale tutti gli altri devono essere subordinati. Ecco, credo che la causa principale delledivisioni tra la gente sia la competitività, un principio che spinge molti a credere di essere incapaci e limitati e altri a provare le emozioni dell'invidia e della violenza". Beatrice obiettò: "I Mutanti direbbero che la competitività è la cosa che ha determinato il progresso e il benessere, e che agli innovatori non sono mai negate la fama e la fortuna".
"E' vero, ma possiamo dire che così si stia tutti meglio, che la terra, le piante, gli animali, gli esseri umani siano più sani? Ti pare che il futuro appaia più promettente e luminoso solo grazie alla competitività?".
(Da un romanzo di Marlo Morgan)
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Come procurarsi il libro Gioventù scippata. Bambini e ragazzi tra cronaca e scuola di Nando Cianci
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Sin da epoche assai remote gli adulti hanno manifestato la tendenza a considerare i tempi andati (quelli della propria gioventù) come migliori di quelli presenti. E a deprecare gli atteggiamenti dei giovani ritenuti non conformi agli antichi costumi. Oggi, però, si può scorgere una novità: ai giovani viene imputata una sorte di mutazione antropologica. Si pretende di scorgere in essi una accentuata dipendenza dagli strumenti informatici e video-elettronici, una conseguente irrimediabile incapacità a concentrarsi e una schizofrenica oscillazione tra il non stare mai fermi e la mancanza di intraprendenza che sconfina qualche volta nell’assenza di interesse per la vita. Oltre, naturalmente, ad un mutare negativo dei costumi che si sostanzierebbe nel rincorrere successo e ricchezza a buon mercato e nello sfuggire alle responsabilità.
Di fronte ai veri o supposti cambiamenti, spesso gli adulti non sanno che pesci prendere, se non invocare maggiore severità da parte della scuola e delle istituzioni.
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IL NUOVO LIBRO DI CARLO SINI |
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E' uscito il nuovo libro di Carlo Sini L'uomo, la macchina, l'automa (Bollati Boringhieri, pp.124, € 14,00)
Il libro: Il sogno dell'automa, della macchina pensante, è antico, ma mai come oggi suscita speranze e timori, desideri e riprovazione. Il libro di Sini ne scandaglia la storia, pervenendo al sorprendente risultato non solo di rimuovere perduranti ingenuità e superstizioni, ma anche di capovolgere i termini del problema: è davvero l'automa il doppio dell'umano o
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