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La scuola serve a vivere meglio, non a produrre di più
(Nando Cianci)
Cos'è Scuolaslow
Scuolaslow è una piazza nella quale incontrarsi, discutere, raccontare le riflessioni, le esperienze, le pratiche intrecciate con l'idea di una scuola slow, vale a dire sottratta...
Scuola Slow aderisce alla
13a Giornata Mondiale della Lentezza
(organizzata per il 6 maggio 2019 da Vivere con lentezza) pubblicando un opuscolo nel quale raccoglie ed offre alla lettura e alla meditazione brani che attraversano la lentezza, la gentilezza, la lettura, l'ozio, il silenzio, la bellezza, il camminare, il pensare...
L'opuscolo, in Pdf, sarà inviato via mail, in modo del tutto gratuito, a chiunque ne farà richiesta scrivendo a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. .

A sostegno della “retrocessione” della storia in seconda fila nella scuola italiana vengono invocate anche le statistiche sulle “preferenze” degli studenti. Ma esse rappresentano, in realtà, l’effetto di una deriva culturale e civile che usa la storia stessa a fini di propaganda elettorale. Tutto ciò è anche lo specchio di una progressiva perdita di identità. Un articolo dello storico Giovanni De Luna su La Stampa.

La storia, che dovrebbe essere un'ancora nel maremoto della contemporaneità, va scivolando tra le "materie neglette" nelle nostre scuole. Dìpende dall'ansia di trovare un buon impego e assicurarsi "professioni remunerative''? O anche dagli insegnanti che non sanno farne cogliere il fascino? O, ancora, dal fatto che va perdendo la sua funzione sociale e divenendo una delle tante forme di intrattenimento? La questione investe anche la democrazia e l'esercizio della cittadinanza. Una articolo di Simonetta Fiori, su la Repubblica fa il punto della situazione.
Il malinteso democratico, di Yver Mény, il Mulino, Bologna, pp. 214, € 15,
Il libro: La ricca, complessa, ma anche problematica costruzione delle istituzioni occidentali, e della cultura politica che le sottende, è frutto di una lunga evoluzione storica, ma anche di punti di svolta e momenti di rottura derivanti da eventi e circostanze non sempre correlati e, a volte, anche casuali, che l’autore ricorda nell’incipit del volume. Questa modalità di lettura della storia viene applicata anche al tempo presente, nel quale viene individuato un ulteriore momento di rottura epocale, determinato da un insieme di fattori che portano ad interrogarci sullo stato di salute della democrazia così come la conosciamo: la crisi del “capitalismo globalizzato” accompagnato dalla rivoluzione tecnologica e da sconvolgimenti nei campi dell’economia, della finanza, della società del suo complesso. Un insieme che ha messo in crisi il ruolo e l’incidenza dello Stato nell’economia e, al contempo, i principi che hanno sin qui regolato il funzionamento dei sistemi democratici, ad iniziare da quelli della rappresentanza, della mediazione, della delega. Non poteva che scaturirne anche la crisi delle formazioni che all’attuazione di quei principi concorrevano, in primis i partiti.

La solitudine di una generazione iperconnessa, a cura di Matteo Lancini, Raffaello Cortina, Milano, pp. 334, € 26,00.
Il libro: Centomila ragazzi italiani agli arresti domiciliari. Non in forza di sentenze della magistratura. Ma per scelta propria, se di scelta si può parlare. È questo il numero impressionante dei giovanissimi che nel nostro Paese vivono 24 ore al giorno, per mesi o anni, autoreclusi in una stanza, spesso con le tapparelle abbassate, avendo, come unico contatto con il mondo, la Rete. Ancora ”pochi” di fronte al milione di coetanei giapponesi di pari condizione, che in quella terra uno psichiatra ha etichettato come hikikomori, termine che corrisponde al nostro stare in disparte.
Ma come si arriva a escludere dalla propria vita tutti i contatti diretti con gli altri e ad accettare solo quelli di natura virtuale?





